Italia ed Ue cambiano le politiche di accoglienza e di inclusione sociale

Naufragio a Lampedusa: un anno dopo. La prima Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

Legambiente: «In 12 mesi l’Europa non ha fatto nulla per evitare nuovi stragi nel Mediterraneo»

[3 ottobre 2014]

Oggi Lampedusa si celebra la Prima Giornata della Memoria e dell’Accoglienza organizzata dal Comitato Tre Ottobre e dal Comune di Lampedusa e Linosa. Ad un anno dalla strage in cui persero la vita 368 persone, i superstiti ed i familiari delle vittime tornano  sull’isola per ricordare. Il Comitato Tre Ottobre ricorda che «Le persone morte o scomparse nel Mediterraneo negli ultimi vent’anni sono oltre 20mila, ed il naufragio del 3 ottobre scorso è stato solo uno di una drammatica serie. Tuttavia, per la prima volta, le 368 bare allineate hanno costretto il mondo ad aprire gli occhi davanti a questa tragedia. Il 3 Ottobre sarà una giornata dedicata al ricordo, ma oggi più che mai è chiaro che non può essere solo questo».

Anche Legambiente ricorda i 368 migranti che un anno fa «morivano nei pressi di Lampedusa nel tentativo di raggiungere le coste dell’isola. Persone in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla fame».

Nella “Giornata della memoria e dell’accoglienza” Il Cigno Verde  ricorda quei morti, molti dei quali ancora senza nome e, tornando nei giardini della memoria, nati in tutta Italia per ricordare le vittime del 3 ottobre 2013 e i diritti dei migranti, lancia un appello all’Italia e all’Unione Europea «per un cambiamento reale delle politiche di accoglienza e di inclusione sociale. Le migrazioni si possono fermare solo con la volontà e l’impegno di stabilire equilibri geopolitici ed economici diversi, con il superamento delle disuguaglianze e discriminazioni, puntando sulla qualità ambientale, la tutela della salute, la partecipazione dei cittadini e soprattutto attraverso politiche di accoglienza e di inclusione sociale dei profughi e dei rifugiati».

l presidente nazionale di Legambiente , Vittorio Cogliati Dezza, sottolinea che «In questi dodici mesi non è stato fatto nulla per evitare che stragi simili si ripetano nel mare nostrum, alle tante parole e progetti non sono seguiti fatti e azioni concrete mentre continuano ad arrivare barconi pieni di migranti e ad accadere nuove e silenziose tragedie in mare. Nel 2014, stando al rapporto diffuso in questi giorni dall’Oim, sono morti nel Mediterraneo oltre 3mila migranti, persone disperate che avevano lasciato il proprio paese per cercare miglior fortuna. A loro e a tutti coloro che continuano ad intraprendere viaggi della speranza non possiamo che chiedere scusa in un mondo in cui uomini, donne, bambini senza diritti, senza casa, senza cibo, senza pace, senza futuro trovano la morte nel nostro mare, davanti alle nostre coste cercando di raggiungere il nostro benessere. Per questo chiediamo all’Italia e all’Europa di lavorare insieme affinché il mare nostrum non sia più un luogo di morte».