Negli Usa scoppiano oleodotti e gasdotti a raffica: 4 incidenti in meno di un mese

Crescono le preoccupazioni per la Keystone XL pipeline delle sabbie bituminose Alberta-Texas

[28 gennaio 2015]

Il 26 gennaio nella contea di Brooke County,  in West Virginia, è esploso un altro gasdotto, il quarto incidente importante di questo tipo solo a gennaio negli Usa.

Fortunatamente  non ci sono state vittime o feriti, ma gli abitanti del posto dicono di aver visto una gigantesca palla di fuoco salire per centinaia di metri in aria.

Secondo quanto scrive  Pittsburgh Tribune-Review  la tragedia però è stata sfiorata: l’esplosione ha incenerito i dintorni di un’abitazione e danneggiato almeno una linea di alimentazione d elettrica.  Il gasdotto appartiene alla Enterprise Products, una compagnia texana  che ha detto che sta studiando quale sia la causa dell’incidente.

Quello che preoccupa  gli ambientalisti e chi vive nelle vicinanze di gasdotti ed oleodotti è la catena di esplosioni verificatesi negli ultimi tempi: l quarto di una serie di notizie-fare incidenti gasdotti questo mese.  All’inizio di gennaio in  Mississippi è scoppiato un gasdotto gestito da GulfSouth Pipeline,  mandando in frantumi i vetri delle case vicine e creando una colonna di fumo che è stata registrata perfino dai radar del National Weather Service. Il 17 gennaio un oleodotto gestito  dalla Bridger Pipeline  ha sversato 50.000 galloni di petrolio nello Yellowstone River, lasciando senza acqua potabile migliaia di cittadini. Il 22 gennaio si è scoperto che in North Dakota ben 3 milioni di galloni di salamoia prodotta dalle trivellazioni erano stati sversati da una pipeline dall’inizio del mese, uno sversamento che è considerato il più grande rilascio di inquinanti in  North Dakota da quando nello Stato è iniziato il boom petrolifero e del fracking.

La catena di esplosioni e rotture si è verificata proprio mentre la nuova maggioranza repubblicana  al Congresso Usa sta imponendo l’approvazione del contestatissimo oleodotto Keystone XL ,  un progetto  che in 1.700 miglia dovrebbe portato fino a 860.000 barili al giorno del greggio più sporco del mondo, quello delle sabbie bituminose canadesi, dall’Alberta fino alle coste ed alle raffinerie del Texas e della  Louisiana, tagliando in due gli Usa ed attraversando aree ambientalmente sensibili ed alcuni degli acquiferi più importanti deli Stati Uniti.

Le esplosioni e le rotture a catena  sono imbarazzanti per le Big Oil ed i loro amici repubblicani, perché uno degli argomenti  utilizzati più spesso realizzati dagli ambientalisti contro il Keystone XL è proprio che un incidente al gigantesco oleodotto sarebbe ancora più difficile da  tamponare e bonificare rispetto a quelle dei “piccoli” oleodotti e gasdotti esistenti che trasportano  idrocarburi convenzionali.  Infatti il petrolio delle sabbie bituminose canadesi è più denso e viscoso del greggio “tradizionale” e non galleggia sull’acqua ma affonda progressivamente sul fondo. Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati perché il tracciato della Keystone XL  passerebbe sopra  l’acquifero di Ogallala, la fonte primaria di acqua potabile del Nebraska ed anche il Department of Environmental Quality dello Stato che una fuoriuscita di petrolio dall’oleodotto nell’area della  falda acquifera non avrebbe solo conseguenze locali, ma interesserebbe anche i rifornimenti idrici a livello regionale.

La Camera Usa controllata dai repubblicani aveva già approvato l’oleodotto delle sabbie bituminose e il senato sta facendo altrettanto, ma i repubblicani si sono trovati davanti impedimenti procedurali inaspettati e il presidente Usa Barack Obama minaccia di mettere il veto sul via libera al disegno di legge pro Keystone XL.