Nepal, dopo il terremoto ora è rischio epidemie

Oms: «Necessaria risposta sanitaria e umanitaria immediata». Basterebbero 5 milioni di dollari

[7 maggio 2015]

Oltre 7400 morti, quasi 15.000 feriti e più di 5 milioni sfollati. Questi i numeri tristemente noti del tragico terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile. Di fronte al rischio di diffusione di epidemie e malattie facilmente prevenibili e curabili, l’Organizzazione mondiale della sanità continua la sua mobilitazione per dare una risposta urgente alle esigenze umanitarie di salute delle vittime.

«Donne e bambini sono spesso i più vulnerabili e più colpiti in questi disastri. Per prima cosa sono i soggetti che rimangono maggiormente vittime di ferite. Le dure condizioni di vita a cui sono sottoposti, con mancanza di alimenti sicuri, e in rifugi temporanei e spesso pericolosi, colpiscono le donne ed i bambini in maniera sproporzionata, ed in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni. La mancanza di acqua potabile e servizi igienico-sanitari può portare a diarrea e polmonite, due delle principali cause di morte per i bambini –   dichiara Flavia Bustreo, vice direttore generale per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini presso l’Oms – Inoltre, i programmi di vaccinazione si interrompono, come abbiamo visto con Ebola, rendendo i bambini ancora più vulnerabili a malattie mortali e da lungo tempo facilmente prevenibili con i vaccini, come il morbillo».

Inoltre, una persona 1 su 3 (circa 4700) degli oltre 15 mila feriti, in seguito al terremoto, ha bisogno urgente di cure riabilitative. Di queste, il 12% ha subito lesioni alla colonna vertebrale. «Uno dei bisogni principali in questo momento è mettere a disposizione cure riabilitative e medici per far fronte a tale esigenza. Risorse di questo tipo, ad oggi, in Nepal, sono quasi del tutto assenti», racconta Flavia Bustreo. I funzionari dell’Oms sono in contatto costante con il dottor Ganesh Gurung per il coordinamento delle operazioni al Bir Trauma Centre.

L’Oms ha distribuito agli ospedali nepalesi kit sanitari per curare nei prossimi tre mesi oltre 80 mila persone. I kit contengono medicine e farmaci, dispositivi sanitari monouso, strumenti e attrezzature accompagnate da linee guida di trattamento, un set di sterilizzazione e gli elementi per contribuire a fornire acqua pulita alle strutture sanitarie. Inoltre, l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato l’apertura di un nuovo ufficio in Nepal nel distretto di Gorkha – a 3-4 ore di macchina a nordovest dalla capitale, è una delle zone più colpite dal terremoto e, allo stesso tempo, consente di arrivare anche in altre aree molto colpite – per lavorare con le autorità nazionali e coordinare la distribuzione degli aiuti e far arrivare nel modo più veloce possibile medicine, operatori sanitari e mezzi salva-vita fino alle regioni più remote colpite dal terremoto.

Tra i bisogni più urgenti per la salute, per ripristinare una situazione quanto più vicina possibile alla normalità, sono necessarie l’assistenza alle vittime e i feriti e la messa in sicurezza di molti ospedali che, per via dei crolli sono inagibili e hanno costretto i medici a curare le persone in strada. Inoltre, si ha bisogno di farmaci di base e scorte mediche, attrezzature chirurgiche e strumenti, assistenza psico-sociale e gestione dei traumi causati dalla tragedia. L’Oms sta assistendo il Ministero della Salute locale per valutare i bisogni della popolazione e i danni per il funzionamento delle strutture sanitarie.

L’Oms, inoltre, ha anche messo a disposizione 175.000 dollari come prima tranche dal Fondo Oms sud-est asiatico regionale emergenza sanitaria (Searhef). I fondi Searhef sono orientati a soddisfare le esigenze finanziarie immediate e a rispondere all’emergenza tempestivamente. Ma la strada da fare è ancora tanta e per continuare a rispondere in modo adeguato, l’Oms stima che saranno necessari almeno 5 milioni di dollari per una risposta umanitaria duratura. L’Oms attualmente sta accettando contributi finanziari da parte dei donatori e partner, al fine di affrontare le immediate esigenze di salute pubblica.

Insieme allo staff esperto di emergenze, l’Oms ha dal suo ufficio regionale e dal quartier generale un team di 10 esperti di salute e di risposta alle catastrofi pubbliche nei settori di: salute pubblica, epidemiologia, sorveglianza delle malattie, logistica e salute mentale. L’Oms continuerà a fornire ulteriori interventi di personale in base alle esigenze che verranno individuate di volta in volta.

di Organizzazione mondiale della sanità