De Blasio, a New York un sindaco “comunista”: «Togliere ai ricchi per dare ai poveri»

L'italo-americano stravince: «La gente di questa città ha scelto un percorso progressista»

[6 novembre 2013]

Il candidato democratico italo-americano, multietnico e progressista ce l’ha fatta: Bill de Blasio è sindaco di New York, con una vittoria ancora più schiacciante di quanto annunciavano i sondaggi della vigilia. 73,3% dei voti contro un misero 24,3% del suo sfidante repubblicano, Joe Lhota che pure era appoggiato dai due sindaci precedenti: Rudolph Giuliani, del quale Lhota era stato vicesindaco,  e il miliardario Michael Bloonberg, sindaco della Grande Mela negli ultimi 14 anni. Gli altri candidati si sono spartiti un misero 2,4%. Nella giornata di ieri i democratici hanno conquistato anche la Virginia, mente il New Jersey va ai repubblicani.

De Blasio è il primo sindaco democratico della democraticissima New York dal 1994, e il mondo liberal statunitense è in festa per la vittoria di questo outsider di sinistra che ha puntato tutto sui quartieri più poveri e dimenticati e che è presto diventato l’idolo di neri e latinos.

Festeggiando la vittoria con i suoi elettori in tripudio, Bill De Blasio ha esultato: «Le sfide che abbiamo di fronte richiedono decenni per risolverle. I problemi che abbiamo deciso di affrontare non saranno risolti in una notte. Ma non faremo errori. La gente di questa città ha scelto un percorso progressista. E stasera ci avventuriamo su questa strada, insieme, come una città».

Il nuovo sindaco della capitale del mondo non ha mancato di ricordare uno dei temi principali della sua campagna elettorale: «I migliori e più brillanti nascono in ogni quartiere. Noi tutti abbiamo una responsabilità condivisa nel fare in modo che il loro destino sia definito da quanto duramente lavorano e da quanto è grande il loro sogno, e non dal loro codice di avviamento postale. Quando chiediamo i più ricchi tra noi di pagare solo un po’ più tasse per finanziare gli universal pre-K and after-school programs, non stiamo minacciando il successo di nessuno. Chiediamo a coloro che stanno molto bene di garantire che ogni bambino abbia la stessa possibilità di fare altrettanto bene come loro. E’ così che noi tutti ci eleviamo insieme». Così, sul come finanziare il suo ambizioso programma, De Blasio ha mostrato di avere le idee molto chiare: «Togliendo ai ricchi per dare ai poveri».

Ma De Blasio, nonostante la vittoria schiacciante, non ha voluto sorvolare nemmeno sull’accusa dei repubblicani, secondo i quali il neosindaco è un pericoloso comunista che metterà in pericolo la sicurezza della più grande metropoli statunitense: «La sicurezza pubblica è un prerequisito per  quartieri vitali, che creino opportunità in questa città. E così è per il rispetto delle libertà civili. Le due cose non si escludono a vicenda. In realtà, dobbiamo avere entrambe. Dobbiamo lavorare per promuovere una vera e propria partnership tra le migliori forze di polizia di tutto il mondo e le comunità che proteggono dal pericolo, sia esso locale o globale. I newyorkesi – da entrambi i lati del distintivo – devono capire questo».

Il nuovo sindaco di New York, circondato dalla sua famiglia multietnica e con ben in vista lo slogan “Progress” della sua campagna elettorale, ha infine concluso con quel pizzico di poesia che i politici progressisti americani riescono ancora ad avere: «Sappiamo che non siamo definiti dal freddo dell’acciaio dei nostri grattacieli, ma dalla forza e dalla compassione e dall’audacia del nostro spirito collettivo. Siamo tutti al nostro meglio quando ogni bambino, ogni genitore, ogni newyorkese ha una possibilità. E raggiungiamo le nostre più grandi altezze quando ci alziamo tutti insieme».

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  • Il discorso completo di De Blasio dopo la vittoria alle urne