La Repubblica islamica vuole arrivare a realizzare 4 reattori

Nucleare: accordo Iran-Russia per costruire due nuove centrali a Busher

[12 marzo 2014]

La radio internazionale iraniana Irib  ha annunciato che «l’Iran e la Russia hanno oggi siglato un accordo preliminare per la costruzione di almeno altre due centrali nucleari a Busher, dove già sorge quella da 1000 megawatt consegnata ufficialmente dalla Rosatom nel settembre scorso».

Behrouz Kamalvandi, portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica (Oiea), ha spiegato che «l’intesa era stata conclusa nel corso di negoziati ieri a Teheran con Nikolai Spassky, vicedirettore della società  russa Rosatom. L’accordo sarà ufficialmente firmato in una data che non è stata precisata da Ali Akbar Salehi, capo dell’Oiea e dal presidente di Rosatom Sergei i Kirienko. Le due parti devono ancora finalizzare gli aspetti tecnici e finanziari dell’accordo».

La Repubblica islamica dell’Iran vuole arrivare a realizzare 4 reattori a Busher, per  produrre 1.000 megawatt  di energia nucleare in  tutto il Paese.

Anche la prima centrale iraniana di Bushehr (nella foto), la cui costruzione in un’area ad elevato rischio sismico era stata abbandonata dai tedeschi dopo la caduta dello Scià Reza Pahlevi, era stata completata nel 2011 dai russi, che avevano fornito tecnologie e combustibile nucleare. La collaborazione  nucleare tra Mosca e Teheran risale al 1988 (c’era ancora l’Urss), quando venne firmato il contratto per i lavori del primo impianto, che si prevedeva fosse realizzato entro il 2006. La scadenza fu poi disattesa, ufficialmente per le sanzioni contro l’Iran, ma soprattutto per problemi tecnici ed economici e ritardi cronici nei lavori di riadeguamento.

Bisognerà vedere ora come questo accordo influirà con i negoziati in corso sul dossier nucleare iraniano tra Teheran e il G5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) ed l’Ue, visto che l’annuncio arriva proprio nel bel mezzo della crisi Ucraina che sta facendo risoffiare forti i venti di guerra fredda.

Il 9 marzo l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, era a Teheran e se è vero che ha detto che «con il sostegno del popolo iraniano e il lavoro che le due parti stanno svolgendo, speriamo di raggiungere un accordo», ha anche aggiunto che «sono questioni che creano sfide. E non c’è garanzia per questo».