La performance in pieno centro a Barcellona

Nude e insanguinate contro le pellicce. La protesta di AnimaNaturalis [PHOTOGALLERY]

[3 dicembre 2013]

AnimaNaturalis, un’associazione animalista attiva in America latina (Argentina, Colombia, Messico, Perù e Venezuela) e in Spagna ha organizzato in pieno centro a Barcellona una performance di grande impatto con un centinaio di attiviste nude e ricoperte di sangue finto, il tutto per protesta contro l’industria delle pellicce. Le animaliste spiegano che «ognuno dei corpi nudi ed insanguinati ha rappresentato la sofferenza degli animali che muoiono ogni anno per la vanità di vestirsi con le pelli. Per il nono anno consecutivo, noi di AnimaNaturalis abbiamo dato voce ai milioni di animali che sono maltrattati e che non possono difendersi da soli, attraverso una impattante messa in scena», che infatti in Spagna ha avuto una grossa copertura mediatica.

AnimaNaturalis fa la lista degli animali vittime dell’industria delle pellicce: visoni, furetti, volpi, conigli, foche, lontre, mucche, cincillà e – anche se stranamente l’agenzia ufficiale cinese Xinhua ha dedicato un grosso servizio fotografico all’evento – accusa la Cina di uccidere ancora gatti e cani per produrre pellicce, insieme ad un folto gruppo di animali che vengono utilizzati per le loro pelli girare nell’abbigliamento e negli accessori della moda. Secondo gli animalisti, «ogni anno oltre 60 milioni di animali vengono uccisi in tutto il mondo per spogliarli delle loro pellicce».

Le attiviste nude di AnimaNaturalis si sono stipate all’interno di una grande gabbia e, nonostante il freddo, per 45 minuti hanno voluto simbolicamente rappresentare le vittime insanguinate dell’industria delle pellicce. Aïda Gascón, direttrice di AnimaNaturalis España. Ha concluso: « Vogliamo che i consumatori siano consapevoli della terribile sofferenza che si cela dietro questo business. Attualmente , non esiste una ragione per  togliere la pelle per fare i vestiti,  ci sono tante altre alternative, etiche e rispettose degli animali».