Obama, con Ebola gli Usa decidono lo «stop alla ricerca per potenziare le malattie mortali»

Dalla bufala del virus creato in laboratorio negli Stati Uniti a una saggia scelta

[21 ottobre 2014]

Mentre gli Usa stanno sprofondando in una paura chiamata Ebola che rasenta l’isteria, e nel mondo impazzano le teorie complottistiche sul virus mortale creato dagli americani in laboratorio (che sembrano la copia di quelle sull’Aids di qualche anno fa), la Casa Bianca ha preso la palla al balzo e ha chiesto agli scienziati di smetterla di cercare di potenziare malattie già mortali.

Barack Obama si smarca così dalla decisione comune a più presidenti che lo hanno preceduto di finanziare ricerche per potenziare virus letali, e oltre ad aver sospeso ogni finanziamento ha chiesto anche a chi è già stato pagato per fare questo tipo di sporco lavoro di smettere.

L’opinione pubblica statunitense ha cominciato a capire che c’era qualcosa che non andava già un paio di mesi fa, quando il National Institute of Health  “perse” alcune fiale con il vaiolo, poi il Centers for Disease Control and Prevention Usa(Cdc) ammise di aver rischiato di aver rischiato di infettare i lavoratori di due suoi laboratori con l’antrace e l’influenza aviaria H5N1, ma il colpo di grazia è arrivato quando lo stesso Cdc  ha asciato salire una persona potenzialmente colpita da Ebola su un aereo e un’altra su una nave da crociera.

La Casa Bianca ha finalmente deciso che è arrivata l’ora di sospendere le attività in un campo scientifico segnato dall’opacità fino alla segretezza e che, invece di puntare a guarire la gente, studia come fare a rendere le malattie ancora più letali.

Nature ha rivelato che il 17 ottobre l’Office of Science and Technology Policy (Ostp) ha  ufficialmente escluso i finanziamenti governativi per gli scienziati che stanno conducendo ricerche finalizzata a rendere le malattie più mortali o più trasmissibili. Una linea di ricerca scientifica, conosciuta come “gain-of-function research” che aveva già provocato diversi guai e consentito di propagare bufale come quella delle armi di distruzione di massa in Iraq. Ma quello che soprattutto spaventa, e che alimenta le teorie del complotto, è che se gli scienziati sanno come una malattia potrebbe trasformarsi, allora forse la possono addirittura fabbricare in anticipo, magari attraverso mutazioni genetiche potenziate di virus esistenti.

Se ormai è noto che l’Aids era già presente negli anni ’20 del secolo scorso nell’allora Congo Belga (oggi Repubblica democratica del Cingo) ed è nota la modalità di trasmissione/diffusione di Ebola, è anche certo che il governo Usa ha finanziato ricerche per potenziare malattie come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) e la Middle East respiratory syndrome (Mers).  Ora Obama ha messo la parola fine a questo pericoloso gioco scientifico/militare con una moratoria obbligatoria ed anche chi è già stato pagato per farlo deve smetterla. Intanto il National Science Advisory Board for Biosecurity (Nsabb) ed il National Research Council stanno valutando i rischi delle ricerche sul potenziamento di Sars e Mers e di altri tipi di malattie, dato che esistono ancora finanziamenti per altri tipi di d ricerche su questi ceppi di virus potenzialmente mortali.

Nature sottolinea che «questa è la seconda volta che viene sospesa la ricerca gain-of-function. Nel 2012, 39 scienziati che lavoravano sull’influenza concordarono una moratoria volontaria dopo la pubblicazione di due documenti che dimostravano che un virus influenzale H5N1 potenziato avrebbe potuto essere trasmessa tra mammiferi attraverso il respiro».  I due studi scatenarono una ridda di polemiche, ma non sull’eticità che uno Stato fabbricasse virus potenzialmente devastanti per gli esseri viventi, ma per il timore che queste armi biologiche altamente efficaci d finissero nelle mani di qualche organizzazione terroristica, o che i virus potessero accidentalmente sfuggire dal laboratorio. La ricerca è però ripresa dopo che dopo le agenzie di regolamentazione Usa e agenzie internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità hanno approvato  linee guida per garantire la sicurezza della ricerca sull’influenza.

La nuova moratoria decretata dall’Ostp è invece obbligatoria e riguarda una gamma molto più ampia di virus. Marc Lipsitch della Harvard University, che aveva già chiesto più volte una maggiore vigilanza pubblica su queste ricerche ad alto rischio, ha detto a Nature: «Penso che sia davvero un’ottima notizia.  Penso che sia  buon senso deliberare prima di agire».

Il virologo Yoshihiro Kawaoka dell’università del Wisconsin-Madison, che ha condotto una tra le  “gain-of-function research” più controverse, quella per determinare come il virus dell’influenza H5N1 possa evolversi per diventare più letale nei mammiferi, ha detto di aver intenzione di «rispettare le direttive del governo per quegli esperimenti che sono considerati gain-of-function ” nell’ordinanza Ostp. Spero che i problemi possono essere discussi apertamente e costruttivamente in modo che luna ricerca importante non sarà rinviata  a tempo indeterminato».

Il Nsabb ha convocato per domani un meeting per discutere soprattutto della ormai famigerata “gain-of-function research” e il National Research Council  ha in programma di tenere un seminario sullo stesso argomento. Lipsitch, che interverrà alla riunione Nsabb, ha intenzione di sostenere l’adozione di «uno strumento di valutazione del rischio obiettivo per valutare i potenziali benefici di ciascun progetto di ricerca, rispetto alla probabilità di un incidente di laboratorio ed alla contagiosità del patogeno, e di considerare se le conoscenze acquisite attraverso lo studio di un agente patogeno rischioso potrebbero essere acquisite in un modo più sicuro».