Gli ambientalisti invitano l’Ue ad aprire una nuova procedura di infrazione contro l’Italia

Oceana filma la pesca illegale con reti derivanti mentre l’Italia lo nega davanti all’Ue [VIDEO]

[21 luglio 2014]

Osservatori di Oceana e la giornalista di Reportime Sabrina Giannini hanno firmato pescherecci italiani con reti derivanti nel porto di Bagnara Calabra. L’organizzazione ambientalista internazionale ricorda che «Questo attrezzo da pesca distruttivo è proibito nell’Ue dal 2002 a causa delle elevate catture accidentali ed i pescatori hanno ricevuto forti sovvenzioni per cambiarle con altre tecniche, però le immagini mostrano sbarchi notturni di pescispada, inclusi giovani».

Xavier Pastor, direttore esecutivo di Ocena per l’Europa, sottolinea che «L’utilizzo di reti derivanti è una piaga che si perpetua da più di 30 anni in Italia. E’ un sistema di pesca distruttivo per i grandi pesci pelagici, cetacei e tartarughe e danneggia la pesca tradizionale selettiva con l’arpione in Sicilia e Calabria, Oceana è allarmata per il persistere della situazione e la non conoscenza delle autorità italiane, che cionsuidarano chiuso il problema».

Solo l’11 di luglio scorso, dopo la chiusa della procedura di infrazione Ue sulle spadare, il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina aveva dichiarato: «Quella che arriva da Bruxelles è una buona notizia attesa da tempo. La Commissione europea ha riconosciuto il grande lavoro fatto dall’Italia nell’ultimo triennio sul fronte della legalità in mare. Abbiamo rispettato le regole, tutelato gli stock ittici nei nostri mari e possiamo assicurare che continueremo a mantenere alta la guardia nei controlli. Continua il nostro impegno nel difendere i pescatori che con grande sacrificio ogni giorno lavorano con onestà, tutelando allo stesso tempo le risorse marine».

La Commissione Ue aveva infatti tenuto sotto osservazione speciale il nostro Paese fin dal 1995, deferendo l’Italia anche alla Corte di giustizia Ue. Oceana ricorda che «Durante questo tempo, l’Italia ha tentato di eludere le raccomandazioni della Commissione europea, prima mediante l’adozione della  “ferrettara” (una rete derivante con una apertura di maglia minore che però può anche catturare specie altamente migratorie) e poi facendo timidi tentativi di applicare il regolamento Ue che  proibisce la cattura di specie fortemente migratorie (tunnidi e pesce spada) con qualsiasi tipo di rete derivante. Le autorità negli ultimi anni hanno incrementato i controlli, però restano inadeguati per eradicare questa piaga»

Per questo Oceana invita la Commissione Ue ad avviare un nuovo procedimento di infrazione contro l’Italia e Pastor conclude: «Chiediamo alla Presidenza italiana dell’Ue che dichiari questa peesca come quello che è in realtà: illegale, non dichiarata e non regolamentata (Iuu)  e che si includa chiunque la pratica nella lista comunitaria delle imbarcazioni Iuu. L’utilizzo di reti derivanti illegali, una pesca distruttiva e non selettiva, è soprattutto preoccupante in un’area come il Mediterraneo, dove il 91% degli stock sono sovra-sfruttati e molti in declino, incluso il pesce spada».

Una situazione aggravata con la cattura illegale con reti derivanti di pesci spada a en Marocco, che vengono inviati in Spagna che poi li esporta in Italia, come ha rvelato recentemente proprio Oceana.

Videogallery

  • L’utilizzo di reti derivanti è una piaga che si perpetua da più di 30 anni in Italia. E’ un sistema di pesca distruttivo per i grandi pesci pelagici, cetacei e tartarughe e danneggia la pesca tradizionale selettiva con l’arpione in Sicilia e Calabria

    http://www.corriere.it/inchieste/reportime/ambiente/illegal-driftnet-fisheries-while-italy-denies-it/e291395a-0f3a-11e4-a021-a738f627e91c.shtml

  • Illegal driftnet fisheries, while Italy denies it

    http://www.corriere.it/inchieste/reportime/ambiente/illegal-driftnet-fisheries-while-italy-denies-it/e291395a-0f3a-11e4-a021-a738f627e91c.shtml