Olimpiadi 2024 a Roma? Legambiente: «Solo opere utili e zero consumo di suolo. Altrimenti lasciamo perdere»

Tutelare l’interesse generale. CI vuole un sistema di appalti ripulito da mafia e corruzione

[16 dicembre 2014]

Per Legambiente le precondizioni essenziali per poter ragionare sulla candidatura di Roma e dell’Italia alle Olimpiadi 2024, annunciata ieri dal premier Matteo Renzi, sono «Solo opere utili, realizzate nell’interesse generale e destinate rimanere alla città, consumo di suolo zero e un meccanismo di assegnazione dei lavori ripulito da mafia e corruzione.

Il presidente nazionale del cigno Verde, Vittorio Cogliati Dezza, sottolinea: «Non vorremmo che questa partecipazione del nostro paese alle Olimpiadi fosse legata a una vecchia e pericolosa concezione di business: cemento, mattoni e appalti perché così si creano nuovi posti di lavoro. Con il sacco di Roma e dell’Italia non si può più andare avanti, per questo, rispetto alla candidatura per le Olimpiadi, va sottolineata l’assoluta necessità di realizzate solo opere utili e nell’interesse generale, senza alcun consumo di suolo. Altrimenti è meglio lasciar perdere».

Gli ambientalisti pensano (e sperano) che «Nel 2024 la legge sul consumo di suolo zero, così come l’impiego delle nuove tecnologie di risparmio e di efficienza energetica nelle costruzioni nuove e da recuperare, dovrebbero essere concetti e norme acquisiti. Non ci sono quindi scuse per non progettare e realizzare impianti e alloggi in maniera completamente sostenibile».

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, evidenzia che «Quanto sta emergendo dall’inchiesta di Pignatone su Roma ma anche quanto è successo per i mondiali di calcio del 1990 e quelli di nuoto nel 2009 o per la preparazione dell’Expo di Milano, mostra quanta corruzione governi l’attribuzione degli appalti nel nostro paese, a cominciare da quelli legati alla realizzazione di grandi opere o delle gestione di eventi ed emergenze. Per candidarsi alle Olimpiadi l’Italia deve puntare sulla legalità, sconfiggendo il sistema vigente di corruzione diffusa e gestione criminale».