Concluso campo Lipu con l’Oasi Wwf Monte Arcosu

Operazione antibracconaggio a Cagliari, rimosse mille trappole in una sola settimana

Colpiti mammiferi come cervi, cinghiali e gatti selvatici, ma vittime anche specie protette

[6 marzo 2014]

Settecento trappole per la cattura illegale di uccelli migratori e 291 lacci per ungulati rimossi in una sola settimana. Un cinghiale liberato dai micidiali lacci da cui cercava senza successo di liberarsi. Numerosi sentieri attrezzati con trappole e lacci smantellati e resi inoffensivi. E’ stato un successo il nuovo campo antibracconaggio organizzato a fine febbraio nel cagliaritano, in zona Gutturu Mannu, dalla Lipu-BirdLife Italia e dall’ Oasi WWF di Monte Arcosu gestita dal Wwf Oasi. 300mila uccelli, secondo le stime Lipu, tra capinere, occhiocotti, fringuelli, pettirossi e tordi, finiscono ogni anno vittime nel basso Sulcis di spietati bracconieri che li massacrano interrompendone il viaggio migratorio verso i luoghi di riproduzione. Le trappole però uccidono in modo indiscriminato anche mammiferi come cervi, cinghiali, cani e gatti selvatici, colpendo inoltre rapaci notturni e diurni.

Il nuovo campo concluso lo scorso 28 febbraio, che ha visto la presenza soprattutto di volontari dalla Sardegna, si è svolto nell’ambito del progetto Life+ Save Haven for wild birds, avente lo scopo di combattere il bracconaggio in tre aree “calde” europee, quella del Sulcis, in Sardegna, e altre due in Spagna e Grecia.

Nel Sulcis il bracconaggio è molto diffuso nei mesi invernali e soprattutto durante il picco della migrazione degli uccelli che si verifica nella seconda decade di febbraio di ogni anno. Un bracconaggio che fa strage di uccelli, poi rivenduti a compiacenti macellerie e ristoranti per la preparazione di piatti “tipici”, severamente proibiti dalla legge.

«Abbiamo notato numerosi sentieri con trappole a poche decine di metri dalle strade – spiega Gigliola Magliocco, volontaria Lipu e coordinatrice del campo – Significativo del fatto che i bracconieri agiscono senza timore di essere scoperti. Abbiamo comunque effettuato un ottimo lavoro considerato il breve periodo di tempo in cui siamo stati impegnati: quasi 1.000 trappole e numerosi sentieri smantellati. E grazie alla collaborazione con la Riserva Wwf siamo riusciti a perlustrare zone difficilmente raggiungibili coi nostri mezzi».

«Il furto di fauna selvatica nel Sulcis avviene tutto l’anno e con continuità, come dimostrano questi dati – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-Birdlife Italia –  Il lavoro della Lipu e delle altre associazioni, affiancato dall’intervento delle forze dell’ordine, è fondamentale per far emergere la gravità del bracconaggio e la necessità di proseguire sia con azioni di educazione verso le nuove generazioni sia di contrasto diretto al fenomeno».

di Lipu-BirdLife Italia