Operazione Flash-Fire in Molise: ecco come è stato arrestato il piromane dello Stingone [VIDEO]

Un filmato incastra l’ex discontinuo dei vigili del fuoco, e i passanti evitano il disastro ambientale

[22 agosto 2013]

E’ stato arrestato il piromane dello Stingone. Ad incastrarlo sono state le telecamere del Comando Provinciale di Isernia, che hanno ripreso l’uomo mentre si accostava al guardrail e lanciava dal finestrino della propria autovettura un ordigno incendiario nella zona piena di cespugli del Monte Stingone, e dopo pochi attimi fuggiva senza preoccuparsi delle conseguenze del gesto. L’auto, l’orologio e la canotta indossata hanno consentito di identificare  il piromane 50enne di Pozzilli (Is).

Dalle prime indiscrezioni era emerso che il piromane fosse un ausiliario dei vigili del fuoco, ma è stata secca la smentita di ieri del Segretario regionale della Federazione nazionale  sicurezza Cisl Molise, Domenico D’Aquilante: «Si tratta di un discontinuo che in passato ha prestato servizio al Comando provinciale d’Isernia, ma non è un vigile in servizio a tutti gli effetti». Restano i dubbi  sulle motivazione del gesto. In un primo momento è stato detto che il piromane avesse agito per una mancata remunerazione per il suo lavoro da vigile del fuoco. Ma anche in questo caso è arrivata la smentita da parte di Domenico D’Aquilante. Sappiamo intanto che il  piromane  rischia una pena dai quattro ai dieci anni di reclusione. Una sanzione forte, quindi, perché le conseguenze per la vegetazione sono gravi.  E soltanto dopo la chiamata al 1515, la squadra Aib della Protezione Civile è intervenuta per spegnere definitivamente le fiamme.

Il Procuratore di Isernia, Paolo Albano, ha dichiarato: «Gli incendi sono attentati al nostro patrimonio. Per la prima volta – ha aggiunto – siamo riusciti a filmare un piromane». Il Procuratore ha voluto che il filmato fosse diffuso «Perché accanto a una negatività, il piromane, c’è una positività. Mi riferisco all’auto che si ferma dopo l’innesco dell’incendio e gli occupanti scendono per spegnere le fiamme. E’ un messaggio positivo che va veicolato».

L’episodio ha  consentito agli uomini del Cfs di concentrare le indagini, dopo che alcuni elementi peculiari quali la ripetitività degli eventi e le caratteristiche degli ordigni incendiari repertati, avevano già fornito elementi utili a restringere il campo delle indagini che, soprattutto grazie all’accuratezza dei rilievi ed all’analisi investigativa hanno permesso di prevedere le intenzioni dell’incendiario e di poterlo cogliere in flagranza di reato.

I fatti sono stati immediatamente comunicati all’Autorità Giudiziaria per il delitto di incendio boschivo previsto dall’art. 423 bis codice penale, evidenziando la necessità della misura cautelare per il concreto pericolo della reiterazione del reato, in ragione del fatto che l’incendio era stato prontamente spento indipendentemente dalla volontà dell’autore. La misura è stata tempestivamente disposta dal Gip, su richiesta del Pm, anche alla luce di un altro incendio appiccato allo “Stingone” la sera del 4 agosto, per il quale sussistono collegamenti con quello appiccato appena tre giorni prima.

L’operazione ‘Flash Fire’ del Corpo Forestale di Isernia, condotta  dal generale Rosa Patrone, e dal comandante provinciale, Luciano Sammarone,  ha  posto fine ad  un appuntamento fisso dell’estate. Da anni, infatti, la montagna prendeva fuoco richiedendo operazioni di spegnimento estremamente dispendiose in termini di risorse umane ed economiche, senza trascurare il pericolo per la vita degli operatori e delle persone. Per evitare nuovi episodi di incendi dolosi, il Cfs aveva istallato le telecamere proprio sul Monte Stingone.

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  • Isernia, piromane in azione: appicca il rogo in diretta

    http://video.repubblica.it/cronaca/isernia-piromane-in-azione-appicca-il-rogo-in-diretta/137910/136456