Operazione Swordfish: la Guardia costiera toscana controlla la filiera ittica

[22 ottobre 2013]

I risultati della complessa operazione che la Guardia Costiera ha battezzato “Swordfish” sono  eclatanti quanto preoccupanti: «Quattro tonnellate di prodotti ittici sequestrati, 55 violazioni scoperte, per quasi 75.000 euro di sanzioni comminate, nonché 8 denunce penali».

Gli uomini della Guardia Costiera della Direzione Marittima della Toscana, comandata dall’Ammiraglio Arturo Faraone, hanno effettuato una campagna mirata alla tutela dei consumatori e delle risorse della pesca. A  coordinare le operazioni svolte sul campo da tutte le Capitanerie Toscane è stato il Centro Controllo Area Pesca di Livorno.

In un comunicato la Capitaneria di porto di Livorno spiega che «Su tutto il territorio regionale sono stati impiegati 141 militari che hanno ispezionato la giurisdizione della Direzione Marittima, dai punti di sbarco e per tutta la filiera commerciale, compresi i luoghi di deposito, di lavorazione, di distribuzione e vendita, nonché gli esercizi di ristorazione. Gli ispettori della Guardia Costiera hanno verificato la regolarità dei prodotti detenuti, in relazione ai divieti di pesca e commercializzazione di specie vietate o sotto taglia e, inoltre, hanno esaminato la documentazione di accompagnamento dei prodotti ittici al fine di constatarne la tracciabilità, nonché di accertare la correttezza delle etichettature al fine di proteggere il consumatore dalle frodi».

In una di queste ispezioni, in un ingrosso di Cerreto Guidi (Fi), gli uomini della Guardia Costiera, con la collaborazione del personale veterinario dell’Asl  11 di Empoli,  hanno rinvenuto  oltre 30 quintali di prodotti ittici,  soprattutto acciughe e sarde sotto sale, baccalà e gamberi, che sono stati sottoposti a fermo sanitario con divieto di immissione sul mercato, «A causa di fondati sospetti di non conformità alla normativa, in materia di sicurezza alimentare. In particolare – dice la Capitaneria – i prodotti presentavano date di scadenza e termini minimi di conservazione ampiamente superati e si presentavano in cattivo stato di conservazione».

In un altro ingrosso di Campi Bisenzio (Fi), gestito da cinesi, sono stati rinvenuti 300 chili di prodotto ittico congelato con etichettature false. La Guardia Costiera sottolinea che «Le indagini, eseguite in compartecipazione con il personale del Servizio Ausl 10 di Firenze, hanno accertato la vendita di “pesce coltello” con il nome di “pesce sciabola”, una denominazione che rende il prodotto più vendibile sul mercato al dettaglio, a scapito dell’ignaro consumatore».