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Papa Francesco chiama il vescovo che difende l’Amazzonia per l’enciclica sull’ambiente

Ervin Kräutler, più volte minacciato di morte per le sue posizioni in difesa dei poveri, arriva da una diocesi brasiliana grande quanto la Germania

[10 aprile 2014]

Erwin Kräutler, nato nel 1939 in Koblach,  primogenito di sei figli, appartiene alla Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Dopo gli studi di filosofia e teologia a Salisburgo,  nel 1965 andò come missionario in Amazzonia e nel 1980 è stato nominato vescovo della diocesi a più grande estensione geografica del Brasile: la diocesi de Altamira Xingu, diventando vescovo ausiliare di suo zio Eurico e, un anno dopo, il suo successore.

Dal 1983 al 1991 Kräutler è stato presidente del Consiglio Indigeno Missionario (CIMI), della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile – CNBB. Nel 2006, quando l’Arcivescovo Gianfranco Masserdotti, presidente in atto, morì in un incidente, Kräutler, ritornò presidente del CIMI.  Nel 1997 è stato uno dei quindici delegati eletti a partecipare al Sinodo per l’America e in quell’occasione è stato il portavoce del popolo brasiliano, il cui territorio era stato brutalmente saccheggiato.

Sempre in prima linea nella difesa delle popolazioni locali minacciate dalla deforestazione lungo i fiumi dell’Amazzonia, il vescovo austriaco ha ricevuto nel 2010 il Premio Nobel alternativo per il suo impegno a favore dei diritti umani dei popoli indigeni e per la loro lotta per preservare la foresta pluviale amazzonica. Spesso minacciato di morte (nel 1987 sopravvisse a un tentativo di omicidio in cui morì il suo autista), ha continuato a stare accanto al popolo in difesa della dignità umana e dell’ambiente dell’Amazzonia.
La relazione poveri-ambiente, molto cara a Papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato, per il vescovo  Kräutler è qualcosa che è presente nella sua azione quotidiana con la più genuina teologia della liberazione: la sua lotta è contro la povertà affinché sia garantito a ogni persona un lavoro e un salario equo accompagnato dalla promozione del riconoscimento dei diritti fondamentali, come la salute e la difesa del territorio.

Kräutler, che il prossimo luglio compirà 75 anni, probabilmente ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco, nell’udienza di venerdì 5 aprile. I temi dell’audizione sono stati, secondo Orf, i diritti dei popoli indigeni, le minacce cui sono sottoposti i popoli indigeni con la costruzione di grandi dighe, gli impatti e le conseguenze della costruzione della centrale idroelettrica di Belo Monte e alcune proposte per affrontare la scarsità di sacerdoti in una diocesi che ha l’estensione geografica equivalente alla Germania.

Kräutler ha riferito che il Papa si aspetta proposte coraggiose e audaci. A proposito dell’enciclica, da un lato la nomina di Kräutler a una stretta collaborazione  fa pensare alla connessione che Papa Bergoglio riconosce tra la cura della creazione e la promozione della giustizia (sono i poveri che soffrono gli effetti peggiori), come il Papa ha ricordato in una recente intervista, d’altra parte  è un segno che la scrittura dell’enciclica è in corso, o almeno in fase di studio.

Traduzione a cura di Antonio Lupo