Parassiti killer: due sono meglio di uno

[24 marzo 2015]

Lo studio “Co-infections determine patterns of mortality in a population exposed to parasite infection”, pubblicato su Science Advances da un team di ricercatori britannici, keniani, sudafricani,finlandesi ed australiani,  giunge ad una conclusione sorprendente: «Quando i vitelli sono infettati allo stesso tempo da due specie di parassiti, un parassita rende l’altro molto meno letale»

Infatti gli scienziati hanno determinato, per la prima volta, quanto una co-infezione riduca significativamente la gravità della East Coast Fever (ECF) che fa strage di bestiame in Africa e sottolineano: «Poiché le infezioni da parte di più patogeni sono comuni in natura, i risultati possono essere applicati per  frenare altre malattie infettive parassitarie come la malaria umana».

Uno degli autori, l’epidemiologo Thumbi Mwangi, della Paul G. Allen School for Global Animal Health della  Washington State University, che ha lavorato sul campo in Kenya, spiega: «Ora sappiamo che alcune co-infezioni parassitarie possono avere forti effetti protettivi – forti come quelli offerti da vaccini – contro alcune malattie mortali».

In Africa orientale e centrale, la febbre dell’East Coast è un vero e proprio flagello per gli allevatori: si sviluppa quando una zecca punge una mucca e, attraverso la sua saliva,  inietta il parassita Theileria parva. La ECF attacca i globuli bianchi dei bovini, uccidendo ogni anno più di un milione di capi di bestiame.

I ricercatori, con il consenso dei piccoli allevatori, hanno monitorato 548 vitelli di zebù shorthorn, dalla nascita fino ad un anno di vita. Prima della fine dell’anno il 17% dei vitelli era morto e gli esami del sangue hanno rivelato che dei  454 sopravvissuti l’86% era stato comunque infettato da Theileria parva.

Ed è qui che gli scienziati sono davvero rimasti sorpresi: «Solo il 18% ha mostrato i sintomi dell’East Coast Fever, mentre il resto non ha mostrato mai i segni clinici di un’esposizione alla malattia». ha detto Mwangi.

Così gli scienziati hanno scoperto che i vitelli sani erano stati in realtà infettati da altre specie di parassiti un po’ meno dannose: Theileria mutans o Theileria velifera e dicono che «I vitelli che immuni alla ECF avevano contratto uno o entrambi questi parassiti, prima di essere infettati da Theileria parva. Un’ipotesi di lavoro è che i ben noti effetti immunomodulatori di T. parva siano moderati dalla presenza di T. mutans e T. velifera, riducendo in tal modo la gravità dell’infezione».

Contro la febbre dell’East Coast esiste già un vaccino efficace, ma presenta degli svantaggi: è costoso e deve essere somministrato con una siringa piena di antibiotici. Invece, utilizzando quanto scoperto da questo nuovo studio, potrebbe essere possibile vaccinare i vitelli con i parassiti “benigni” di T. mutans o T. velifera  e «Questo sarebbe più sicuro, meno costoso e più facile da gestire perché non sarebbero necessari gli antibiotici», dicono gli scienziati, concludendo che «I risultati che un’infezione parassitaria lieve può proteggere i vitelli da un nemico parassitario più potente, può essere un fattore determinante per il peso e la distribuzione di molte malattie parassitarie in molte popolazioni ospitanti, compresi gli esseri umani».