Parco della Costa Teatina, «Perimetrazione punto di partenza per un futuro green»

il 23 maggio a Lanciano nuova manifestazione contro la piattaforma Ombrina Mare

[18 maggio 2015]

In un comunicato congiunto sul Parco della Costa Teatina, Legambiente e Wwf  scrivono che «Dopo 15 lunghi anni, bisogna dare atto al commissario, Pino De Dominicis, di aver avuto il merito di chiudere un percorso  fatto di insidie e pregiudizi, senza una collaborazione responsabile e fattiva da parte degli  enti locali». Ma le due associazioni ambientaliste «Prendono atto, con grande rammarico, di una perimetrazione del parco fortemente rivista: dai 20.000 ettari di partenza agli attuali 10.000, escludendo parte di un territorio della costa con grandi qualità ambientali e paesaggistiche. Rammarico dovuto anche al ruolo marginale che il mondo agricolo ha svolto perdendo una grande occasione e opportunità.  Qualità, innovazione e sostenibilità sono temi ampiamente riportati sia dall’Expo che dal PSR, linea di finanziamento dei fondi strutturali 2014-2020,  che puntano ad un ruolo dell’agricoltura come produttore di beni comuni, attraverso la tutela: della biodiversità, del suolo, della sicurezza alimentare, dal dissesto idrogeologico, dalla desertificazione, dal consumo di suolo,  della  riduzione degli impatti ambientali come mitigatori dei cambiamenti climatici. Il Parco e il PSR potrebbero essere un binomio di strumenti e risorse per una agricoltura di qualità ed un modello di sviluppo green».

Wwf e Legambiente sottolineano: «Non c’è dubbio che questa è una grande sfida, in quanto la sostenibilità ambientale, economica e sociale richiedono un livello culturale ricco di grandi capacità e conoscenze. L’agricoltura, oggi, sta reagendo attraverso la realizzazione di una economia circolare e decarbonizzata, sta costruendo l’Italia del futuro, non conosce crisi  e sta riportando tanti giovavi, periti agrari e agronomi, in questo settore. Con questa perimetrazione si segna il punto di partenza che può favorire il salto culturale tanto auspicato e confidiamo in una rapida chiusura dell’iter, affinché questo parco prenda corpo per contribuire a costruire un futuro positivo per il nostro territorio e dire un no definitivo alla petrolizzazione, in modo da  accantonare per sempre l’economia ormai divenuta perdente del novecento».

Intanto Vittorio Cogliati Dezza , presidente nazionale di  Legambiente, e Giuseppe Di Marco, presidente del Cigno Verde abruzzese, invitano la loro associazione e tutti gli ambientalisti a mobilitarsi per la riuscita della manifestazione contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico che si  terrà il 23 maggio a Lanciano.

«Dopo lo Sbloccaitalia – sottolineano Cogliati Dezza e Di Marco – è ripresa nel nostro paese la pressione per sviluppare nuove trivellazioni petrolifere. Tra queste, oggi, si presenta come particolarmente nocivo e pericoloso il progetto Ombrina mare, di fronte alla costa abruzzese. Una piattaforma petrolifera che prevede la realizzazione di nuovi pozzi e di una vera e propria raffineria in mare, il tutto a sole tre miglia dal nascente Parco nazionale della Costa Teatina. Contro questo ennesimo progetto della vecchia economia novecentesca del petrolio, che mette a rischio tutta l’economia sana della zona e che soprattutto è in radicale contrasto con la costituzione del parco della costa teatina che da anni stiamo inseguendo, dobbiamo mettere in campo tutta la mobilitazione di cui siamo capaci, perché questo progetto nell’anno della Cop21 ha una profonda valenza simbolica per tutto il paese, e non riguarda solo l’Abruzzo, ed è in assoluto contrasto con ogni strategia che voglia combattere contro i cambiamenti climatici».

Legambiente, da sempre in prima fila nella lotta contro il fossile e contro questo progetto, si mobiliterà per partecipare alla manifestazione di sabato 23 maggio a Lanciano alle ore 14.00,  che indetta dopo il parere AIA-VIA favorevole ad Ombrina «E’ per contrastare questo scenario che torneremo in piazza, dopo la grande manifestazione del 13 aprile 2013 a Pescara che ha visto 40.000 abruzzesi sfilare sotto lo slogan “No petrolio – Si Parco”, insieme ad associazioni, comitati, sindacati, operatori economici, istituzioni, chiesa e cittadini, in una vera mobilitazione popolare – concludono  i due esponenti di Legambiente – Oggi la battaglia è più dura, anche alla luce dello Sblocca Italia, e dobbiamo denunciare anche l’inerzia di tutti coloro, a cominciare dagli amministratori locali, che hanno ostacolato la nascita del Parco».