Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Cai risponde all’ex presidente

[2 ottobre 2014]

Troviamo sorprendenti e gravi i toni quasi minatori – quelli sì, da lesa maestà: criticare il Parco è vietato ! – dell’ex Presidente Graziani.

Spiace che la lettera del Presidente Generale Martini sia stata letta senza la necessaria obiettività (e neppure pubblicata a margine dell’intervento, per consentirne una lettura diretta).

La visione personalisitica limitativa, proibizionista e non condivisa è nelle cose, come ben sanno quanti hanno ascoltato l’attuale Direttore del Parco auspicarne pubblicamente l’ingresso a pagamento.  E’ nella gestione del Parco a decreti direttoriali focalizzati sulla tutela delle biodiversità, in assenza di interventi volti a contrastare efficacemente il progressivo spopolamento antropico.

La mortificazione dei corpi sociali è nel disattendere per ben 14 anni un Protocollo di collaborazione con il CAI .  E, proprio quando il Sodalizio di quel tavolo chiede la tempestiva istituzione (18 luglio) (anche “per discutere in maniera organica tutte le limitazioni alla fruizione del Parco che lo stesso Ente prospetta per l’anno 2015, che meritano preventivo approfondimento, non essendoci particolari motivi di urgenza alla loro adozione,… attraverso un nuovo metodo consultivo (per) elaborare insieme strategie e pianificare le più efficaci modalità di frequentazione etc”), affrettarsi a siglare (12 agosto) con le Guide una investitura sostanzialmente esclusiva di tutte le attività alpinistiche.

La carenza di un confronto adeguato è nel decretare in tutta fretta (28 agosto) l’attuazione dell’accordo con le Guide (senza nessuna credibile urgenza, essendo nota a tutti la scarsissima frequentazione alpinistica del Monte Bove), nel mentre si rinviava a ottobre (sic) la convocazione dell’incontro con il CAI,  peraltro con imposizione di limiti numerici e di materia.

La mancanza di metodi partecipativi è nell’aver disatteso i ripetuti e preoccupati solleciti del CAI di interventi del Parco fermi e chiari contro le cicliche proposte di ripristino della strada in quota sul Monte Sibilla (emblema dello sfregio ambientale e mai rinaturalizzata, come pure previsto dal Piano del Parco); sui ricorrenti progetti di riapertura della grotta della Sibilla, a oltre 2000m di quota; a tutela di una parte di sentiero storico su roccia in zona prato Porfidia, definitivamente cancellata dalla realizzazione di una condotta; per una valutazione adeguata dell’impianto di innevamento artificiale a Forca Canapine.  La mancanza di metodi partecipativi, ancora, è nella mancata risposta alle osservazioni del CAI al Piano del Parco.

E’ tutto leggibile in lettere, decreti, documenti, articoli.

Una lettura più obiettiva avrebbe forse consentito all’ex Presidente Graziani di comprendere quali siano “i motivi sostanziali” della richiesta di annullamento della convenzione con le Guide.  Gli avrebbe risparmiato di adombrare inesistenti accuse di insufficienza etica e professionale del CAI nei loro confronti.

Con l’autorevolezza di un’associazione storicamente e istituzionalmente vocata alla tutela e promozione della montagna, la lettera aperta del CAI offre un prezioso contributo di opinione critica e propositiva al tema attualissimo della gestione del Parco dei Sibillini e dei parchi italiani in genere.  Un’opinione democraticamente espressa da ben due assemblee regionali del Sodalizio e recepita dal Presidente Generale Martini.  Un’opinione la cui libera espressione è garantita dalla Carta Costituzionale, anche quando assume toni e contenuti di critica severa.  Dissentire e proporre è il sale della partecipazione e del confronto democratico, Presidente Graziani, sanciti anche dallo Statuto del Parco.  Altro che brandire azioni penali e risarcitorie, gettando benzina invece di contribuire alla costruzione di un nuovo dialogo, nell’interesse del territorio e della collettività che ne fruisce.

Spiace che proprio un giurista mostri di ignorare le implicazioni di accuse ingenerose.

Spiace che proprio un ex rappresentante del Parco non comprenda il valore e la forza delle proposte contenute nella lettera, a cominciare dall’autorevole sollecito al Ministero delle nomine del Consiglio Direttivo, organo di indirizzo tutt’ora inesistente la cui essenzialità per un corretto ed efficiente funzionamento del Parco, evidentemente, non è da tutti condivisa.

Spiace che a tacciare il CAI di pretestuosità, ipocrisia e meschinità sia proprio l’ex Presidente di un Parco che al CAI deve, per larga parte, la propria stessa istituzione.  Quel CAI che da anni offre al Parco l’opera dei propri volontari per la sentieristica.  Lo stesso CAI che si mobilita oggi in difesa delle sorgenti del Parco contro gli incrementi di prelievo previsti da un Piano regionale.  Il CAI che di frequentazione, conoscenza e promozione dei Monti Sibillini si occupa da ben prima della stessa creazione del Parco, con numerose pubblicazioni e attività.

Tuttavia, non cadremo nello stesso errore di svilire il dibattito per un Parco vivo e partecipato con commentari offensivi e minacce di azioni legali.

Lavoreremo, anzi, affinché si apra una nuova stagione di vera partecipazione e di coinvolgimento di tutte le componenti vitali del territorio, per sostenere e rilanciare, con progetti concreti e buone pratiche, un turismo consapevole e nuove forme di economie sostenibili anche nel Parco dei Sibillini, oltre la mera tutela delle biodiversità.

                                                             Lorenzo Monelli, Presidente