Associazioni ambientaliste, medici e ricercatori chiedono al governo Renzi di dire no

Per l’Europa l’aria che respiriamo non è più una priorità

Proposto il taglio del pacchetto di norme contro l’inquinamento dal Programma di lavoro Ue

[26 novembre 2014]

L’inquinamento dell’aria di natura industriale costa all’Europa una cifra enorme, valutabile in una cifra tra i 59 e i 189 miliardi di euro all’anno (il piano Junker col quale si vorrebbe rilanciare l’economia di tutto il continente vale meno, a confronto: 315 miliardi di euro in tre anni). Alla sola Italia – che rientra nella top five dei paesi più inquinatori – sono imputabili almeno 26 miliardi di euro di danni, il valore di una finanziaria. Eppure, la Commissione Europea ha presentato a Matteo Renzi, in qualità di presidente del Consiglio dell’Unione Europea, e a Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, la proposta di Programma di lavoro per il 2015 da cui emerge il “taglio” dalle priorità – e quindi verosimilmente dal Programma stesso – del cosiddetto Pacchetto Aria, contenente proposte cruciali per migliorare la qualità dell’aria che respirano i cittadini europei.

È quanto denunciato con una lettera recapitata al governo le principali associazioni italiane ambientaliste, insieme ad associazioni di medici e ricercatori: tutti insieme per chiedere al Governo italiano di non accogliere la richiesta, avanzata dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e dal Vicepresidente Frans Timmermans nell’ambito della proposta di Piano di Lavoro della Commissione per il 2015, di rivalutazione fra gli altri temi del cosiddetto Pacchetto Aria entro il quale si trovano nuove proposte legislative, alcune pubblicate meno di un anno fa.

La Commissione aveva infatti già approntato proposte dettagliate per molti degli elementi che compongono il Pacchetto Aria e fra questi la Nuova Direttiva sui Limiti Nazionali alle Emissioni, oltre alla Direttiva che ridurrà l’inquinamento derivante dagli impianti medi e il Regolamento sulle cd. “non-road mobile machinery”. Inoltre, sono già in fase avanzata le proposte necessarie ad affrontare il tema cruciale delle emissioni reali delle automobili per mezzo di nuovi test dei livelli di emissioni dei veicoli su strada.

Il ritiro del Pacchetto Aria – affermano i firmatari della missiva al governo – sarebbe in profondo contrasto con i bisogni dei cittadini Europei e Italiani. In un recente sondaggio dell’Eurobarometro, il 56% degli Europei dichiara infatti di essere preoccupato per l’inquinamento dell’aria sopra ogni altra cosa e questa preoccupazione è in crescita. Il ritiro delle direttive, su cui la precedente Commissione ha lavorato per anni, rappresenterebbe inoltre un grave segno di inefficienza delle istituzioni europee.

«Respirare aria pulita e la tutela della salute sono diritti irrinunciabili dei cittadini europei – scrivono le associazioni – per questo chiediamo al Premier Renzi e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, nella veste rispettivamente di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e di Ministro dell’Ambiente Europeo in carica, di esercitare l’attuale ruolo istituzionale invitando la Commissione a revocare la proposta di ritiro del pacchetto e a utilizzare invece il lavoro e le proposte della Commissione precedente, per quanto concerne il Pacchetto Aria, nella preparazione del programma di lavoro della nuova Commissione del 2015 e degli anni successivi».

Solo in Italia muoiono prematuramente oltre 67.000 persone per l’elevato inquinamento dell’aria. In Europa sono 450 mila. I costi esterni per la società, collegati alla salute, si aggirano in una quota fra i €330-940 miliardi/anno, come si legge nel Rapporto 2014 sulla qualità dell’aria pubblicato la scorsa settimana dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Pacchetto di norme in discussione riguardanti la qualità dell’aria è ancora più importante, dunque, poiché affronta il danno alla salute con l’obiettivo di evitare almeno 58.000 morti premature ogni anno e 40-140 miliardi di costi esterni collegati ad esso.

I firmatari della lettera: Genitori Antismog  Legambiente onlus Federazione Italiana Amici della Bicicletta  Fondo Ambiente Italiano  WWF Italia – WWF  Lombardia Ambientescienze circolo culturale   Fondazione Imation Associazione Verdi Ambiente e Società Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia  ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale Associazione Culturale Pediatri Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP) Agenzia Nazionale per la Prevenzione Associazione Italiana Pazienti BPCO – Onlus Comitato SpeziaViaDalCarbone  Comitato La Cittadella per la qualità della vita ISBEM – Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo ANAB – Associazione Nazionale Architettura Bioecologica Fondazione Allineare Sanità e Salute Medicina Democratica Onlus Scienza in rete

A questa lettera aderiscono personalmente: Prof. Ezio Bolzacchini, Chimica dell’Ambiente, Università degli Studi di Milano Bicocca Dott. Francesco Forastiere, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio Dott. Ennio Cadum, ISDE Piemonte  dr. Giovanni Ghirga, ISDE Civitavecchia Prof. Giorgio Assennato, Direttore Generale Arpa Puglia, Past President Assoarpa Dott. Massimo Stafoggia, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio Prof. Piermannuccio Mannucci – Direttore Scientifico Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Dr. Emanuele Vinci, Presidente dell’Ordine dei Medici di Brindisi e Coordinatore della Commissione FNOMCeO Professione, Salute e Ambiente, Sviluppo Economico