Pesca e semestre Ue, gli ambientalisti al ministro: «L’Italia si impegni di più sulla sostenibilità»

Dal ministro Martina disponibilità per un tavolo permanente di dialogo con le Ong

[5 novembre 2014]

Oggi Deep Sea Conservation Coalition, Greenpeace, Legambiente, Marevivo e MedReAct hanno incontrato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, per sollecitare un cambio di passo della presidenza Italiana all’Ue  e discutere delle future politiche nazionali in tema di pesca.

Le associazioni ambientaliste sottolineano che «I mari dell’Unione europea soffrono a causa di un eccesso di pesca che sta compromettendo la biodiversità marina e conducendo il settore verso una crisi irreversibile. Gli ultimi dati presentati segnalano una situazione allarmante per il Mediterraneo. Per ripristinare gli stock nel nostro mare occorrerebbe infatti, secondo gli scienziati, ridurre lo sforzo pesca fino al 95%».

Per questo hanno chiesto al ministro Martina <una assunzione di responsabilità sui prossimi appuntamenti che vedranno impegnata la Presidenza Italiana e su quelle che saranno le priorità nazionali per il settore».

Per quanto riguarda il tonno rosso, a Genova dal 10 al 17 novembre d si terrà il summit dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (Iccat), per definire le nuove quote tonno e l’Italia presiederà la delegazione dell’Ue e dovrà confrontarsi con le crescenti pressioni della pesca industriale europea che mirano ad aumentare fino al 40% i tassi attuali di prelievo, «Ben oltre quelle che sono state le raccomandazioni scientifiche», dicono le associazioni  che hanno quindi invitato il ministro Martina «a sostenere in sede Iccat e in Ue solo quelle  misure in linea con le raccomandazioni scientifiche, non solo per il tonno rosso ma anche per tutti gli stock soggetti a quote di pesca».

-Per la pesca di profondità, gli ambientalisti hann ribadito che «Lo strascico di profondità è una delle tecniche di pesca più distruttive, già vietata nel Mediterraneo in quanto danneggia irreparabilmente i delicati ecosistemi degli abissi». Nel 2012 la  Commissione europea ha cercato di porre rimedio presentando un nuovo Regolamento, osteggiato da Francia e Spagna. 28 Ong internazionali, comprese Legambiente e Marevivo, il 24 ottobre hanno espresso fiducia e sostegno al ministro per il ruolo che l’Italia in questi ultimi due mesi di Presidenza potrebbe ricoprire per sbloccare la proposta, portando una posizione comune al Consiglio Pesca di dicembre. Il ministro Martina ha confermato «il pieno impegno della delegazione Italiana a far avanzare queste tematiche in un ‘ottica di sostenibilità entro la fine del semestre Italiano».

Per quanto riguarda l’altra grande questione della riduzione della pesca eccessiva e della trasparenza, le associazioni hanno ribadito «la necessità da un lato di ridurre lo sforzo di pesca andando ad agire sui segmenti più distruttivi della flotta e dall’altro di sostenere i pescatori artigianali che pescano con un basso impatto sull’ambiente, così come previsto dalla nuova Politica Comune della Pesca (PcpP). La Pcp  stabilisce un sistema di trasparenza e accesso alle informazioni riguardanti la pesca, a tal proposito il Ministro si è oggi impegnato con le associazioni a rendere pubblico  il rapporto nazionale sulla capacità di pesca».

A conclusione dell’incontro, le associazioni si sono dette soddisfatte per la disponibilità dimostrata dal ministro che ha proposto l’avvio di un Tavolo permanente di dialogo con le Organizzazioni non governative, con il supporto del Sottosegretario alla Pesca Giuseppe Castiglione e dello staff tecnico del suo Gabinetto.

Secondo i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, «Questa proposta rappresenta un’occasione unica per cercare di affrontare e trovare posizioni comuni che aiutino il Mediterraneo e risollevino le sorti della pesca artigianale italiana, eccellenza professionale in crisi con una forte necessità di ripartire ma in maniera sostenibile. Ci auguriamo, pertanto, che alle parole seguano i fatti e che il Tavolo Permanente diventi al più presto operativo».