A Livorno trovate 15.000 "cee"

Pesce, operazione Clear Label: sequestri in tutta la Toscana

[9 gennaio 2014]

Il Comando generale della Guardia Costiera ha chiamato Clear Label, Etichetta chiara, la complessa operazione che si è svolta su tutto il territorio nazionale a dicembre e durante le feste natalizie. In Toscana la Direzione Marittima della di Livorno – Centro Controllo Pesca dell’area Toscana, comandata dall’Ammiraglio Arturo Faraone, che ha coordinato nelle ispezioni tutte le Capitanerie ed uffici marittimi dipendenti dislocati sulla fascia costiera regionale, ha sequestrato 2,5 tonnellate di prodotti ittici, eseguito ti 451 controlli su tutta la filiera della pesca, nei passaggi commerciali chiave, come punti di sbarco, piccoli e grandi centri di distribuzione, stoccaggio, piattaforme logistiche ed esercizi di ristorazione/somministrazione e negozi al dettaglio.  Gli illeciti scoperti sono stati 79, di cui 8 penali, e oltre 110.000 euro le sanzioni applicate agli operatori non in regola.

In un comunicato si legge che «Il lavoro degli ispettori della pesca della Guardia Costiera si è concentrato, in particolare, sulle fattispecie riconducibili alla contraffazione dei prodotti, ed ha quindi riguardato, soprattutto, la regolarità delle etichette poste sui banchi nel commercio al dettaglio, la documentazione di accompagnamento della merce, cosiddetta “Tracciabilità” e la veridicità delle informazioni fornite al consumatore, ai fini della tutela dalle frodi e dagli inganni. Inoltre, sono state eseguite indagini finalizzate alla scoperta di attività di pesca abusiva di specie ittiche protette o allo stato giovanile». Proprio in una di queste operazioni, facilitata dalla raccolta di alcune informazioni, la Capitaneria di porto di Livorno ha trovato in una pescheria un grosso quantitativo di novellame di anguille, le cosiddette “cee”.

«Sono 15.000 gli esemplari, per circa 4,5 Kg, scoperti all’interno dei locali del negozio di pesce nella zona nord di Livorno – spiega la Capitaneria –  Il prodotto era ben nascosto al pubblico, ma verosimilmente pronto per essere venduto ad alcuni clienti “fidati” della pescheria, per cifre che si presume potessero raggiungere i 4 – 500 euro al Kg. Il proprietario, un cinquantenne livornese è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione e vendita di specie sotto taglia minima consentita e protette da norme nazionali ed internazionali. Tutti gli esemplari, infatti, misuravano una lunghezza tra 6-9 cm, contro i 25 cm previsti. Il responsabile che non ha voluto dichiarare la provenienza illecita del prodotto, rischia adesso una pena fino ad un anno e sanzioni che, in base ad una legge che tutela le specie protette da convenzioni internazionali, potrebbero arrivare fino a 100.000 euro».

Le cee sequestrate, dopo il nulla osta del magistrato, sono state consegnate all’amministrazione provinciale di Pisa che ha in corso un progetto sperimentale, finanziato dalla Regione, che si svolge all’interno del Parco di San Rossore Migliarino, Maassaciuccoli, per il ripopolamento di anguille  tutte le acque interne della Toscana. La Capitaneria sottolinea che «Aderendo all’iniziativa, ha quindi risposto all’esigenza ecologica ed ambientale, assicurando all’ingente quantitativo di prodotto una crescita in vasche sicure e protette, fino alla liberazione nell’ambiente naturale».