Piano paesaggistico della Toscana, botta e risposta tra geometri elbani e Legambiente

[15 novembre 2014]

Nei giorni scorsi il Comune di Portoferraio (LI) ha presentato ricorso al Tar contro l’adozione del Piano Paesaggistico della regione Toscana. La cosa è stata duramente criticata da Legambiente Arcipelago Toscano che ha accusato l’amministrazione di centr-destra di aver ceduto alle pressioni  delle corporazioni elbane che vogliono continuare ad eludere i vincoli esistenti per continuare a costruire.

Sulla questione interviene ora l’Associazione Geometri Elbani con un intervento che pubblichiamo insieme alla risposta di Legambiente Arcipelago Toscano i

L’Associazione Geometri Elbani ringrazia il Comune di Portoferraio per aver proposto ricorso al Tar contro il P.I.T. nei confronti della Regione Toscana nell’interesse dei propri cittadini. Se la Regione Toscana non apporterà sostanziali modifiche al Piano Paesaggistico siamo convinti che altri Comuni del continente non saranno così remissivi ad un piano che comporterà molte difficoltà all’uso del suolo. Chi ritiene che l’azione del Comune sia assurda e fuori tempo dovrebbe attendere l’approvazione finale e la decorrenza del termine per la proposta del ricorso. Perché, come già detto, il Comune di Portoferraio non sarà probabilmente il solo ad opporsi al Piano Regionale infatti il P.I.T. adottato non ha allarmato solo l’Elba ma gran parte della Toscana.
Si richiama a riguardo l’articolo del noto storico d’arte, Philippe Daverio, pubblicato dal Tirreno il 21 settembre 2014, che chiede all’Assessore Marson “Come può una vigna deturpare il paesaggio?” commentando che il bellissimo paesaggio Toscano è anche il frutto del lavoro dell’uomo. L’autorevole storico d’arte evidenzia anche la preoccupazione dei cavatori delle Apuane e dei viticoltori Toscani. Quindi il P.I.T. non riguarda solo l’Elba e preoccupa gran parte della Regione Toscana. L’A.G.E. è preoccupata per gli effetti negativi che l’approvazione del Piano Paesaggistico potrebbe avere sulla già critica economia Elbana anche per la difficoltà di lettura e di interpretazione del predetto piano. Infatti, com’è noto soprattutto agli operatori del settore il piano Paesaggistico si compone di circa 3.000 pagine, e non appare in linea con l’auspicato spirito di semplificazione di cui tanto si sente parlare nella Pubblica Amministrazione. Non solo, alcuni autorevoli soggetti si sono preoccupati di precisare che il P.I.T. non contiene “divieti” ma solo “consigli”. Anche Legambiente nell’articolo pubblicato dal Tirreno il 2 novembre 2014 afferma “Se la regione mette nero su bianco vincoli che già ci sono non va bene mentre aggirare gli stessi vincoli va bene a tutti”. Una simile affermazione, seppur proveniente da un’autorevole Associazione, non è condivisibile in quanto il territorio è già soggetto a numerosi e chiari vincoli, nel rispetto dei quali chi opera nel settore chiede il preventivo nulla osta (che non sempre si ottiene) prima del rilascio del permesso di costruire.
L’A.G.E., con riferimento all’articolo di Legambiente, precisa di non essere una “corporazione” e di non aver contribuito al saccheggio del territorio Elbano.

L’A.G.E. con riferimento a tale articolo precisa, inoltre, che i Geometri appartengono ad un Albo professionale che opera nel settore con professionalità e nel rispetto dell’ambiente, delle leggi e dei vincoli presenti sul territorio.

L’A.G.E. respinge quindi, ogni presunta responsabilità al saccheggio del territorio Elbano e, se l’autore dell’articolo pubblicato dal Tirreno il 2 novembre ritiene che il territorio Elbano sia stato saccheggiato determinando la crisi dell’economia dell’Isola cerchi altrove i responsabili o ne faccia nomi e cognomi. La tutela dell’ambiente non è una priorità degli “ambientalisti” ma anche dei professionisti che operano nel settore edilizio.

L’Associazione Geometri Elbani

 

L’intervento dei geometri elbani che ringraziano il Comune di Portoferraio per il ricorso al Tar contro il Piano Paesaggistico della Regione Toscana (Pit) è importante perché  rivela chi siano i veri ispiratori di quell’atto di avventurismo istituzionale, ma la tempistica ci sembra davvero disgraziata, visto che la Toscana e l’Isola d’Elba sono ancora e per l’ennesima volta sotto la spada di Damocle del maltempo che mette drammaticamente a nudo la mala-gestione del territorio che trova all’Elba,  il comprensorio toscano con il maggior numero di abusi edilizi, condoni edilizi, case “fantasma” e seconde-terze-quarte case pro-capite, uno dei suoi esempi più evidenti.

Quando Legambiente si riferisce ai vincoli non rispettati lo fa semplicemente osservando quanto è stato costruito in un territorio sottoposto a vincoli, alle aree che finiscono sott’acqua ad ogni pioggia, alle schiere di case chiuse e in vendita senza compratori, magari in Peep che avrebbero dovuto soddisfare un ipotetica emergenza abitativa e che invece sono in affitto e vendita nelle agenzie immobiliari, alle false prime case abitate per due mesi da milanesi, fiorentini, romani  e tedeschi…

Noi sappiamo cosa ne pensa il citato Philippe Daverio dei condomini, residence e villaggi stile Brianza diffusi all’Elba e siamo sicuri che non li consideri come un “eccelso frutto del lavoro dell’uomo” e non li paragoni al marmo di Carrara del David di Michelangelo  (a proposito, ora con il marmo ci si fa la polvere per il dentifricio…) o ai vigneti del Chianti, ma evidentemente quelle trasmissioni e dichiarazioni di Daverio i geometri elbani hanno preferito saltarle a piè pari, così come hanno preferito fare zapping sulle valutazioni di incidenza fotocopia per costruire nelle Zone di protezione speciale e Siti di interesse comunitari e sulle varianti e variantine ad hoc con le quali derubricare ed aggirare i vincoli , così come hanno sempre preferito tacere sugli abusi edilizi denunciati da Legambiente, anche quando sono finiti con rilievo sui media nazionali.

Sappiamo che il Piano Paesaggistico è molto corposo, ma l’impressione che abbiamo  è che i geometri, che non si sono mai spaventati per strumenti urbanistici di comuni elbani da 2.000 abitanti altrettanto corposi, temano più le semplici cartografie, che mettono nero su bianco i vincoli che già ci sono, delle 3.000 pagine da presentare come spauracchio nelle discussioni da bar o da Consiglio comunale.

Dietro l’intervento dell’Associazione geometri elbani c’è, ed appare in tutta la sua evidenza, una concezione dell’economia basata sul cemento, la rendita e lo sfruttamento infinito del territorio, una concezione legittima (quando legittimamente viene attuata), ma vecchia e già superata dalla legge urbanistica della Toscana di recente approvazione e da quanto l’Unione europea e lo stesso governo italiano nel collegato ambientale dicono rispetto alla necessità inderogabile di fermare il consumo di suolo. I geometri chiamano la politica e l’opinione pubblica elbana ad una battaglia di retroguardia, fuori dalla storia, dalla nuova urbanistica e completamente estranea alle strategie di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici richiesti dall’Ue e dall’Onu. Quella dell’Age appare sempre più una battaglia per continuare a sfruttare il territorio in modo novecentesco, una concezione datata, come molte delle cose che si leggono nello spericolato comunicato di geometri elbani.

L’Age tiene a precisare di non essere una corporazione, ma evidentemente si riconosce in questa definizione generale data da Legambiente per indicare i veri ispiratori della caotica politica urbanistica elbana, i geometri fanno male a prendersela perché nella medioevale parola corporazione non c’è niente di offensivo, visto che basterebbe leggere il vocabolario Devoto-Oli per scoprire che corporazione significa “Associazione organizzata per la salvaguardia o il raggiungimento di fini economici nell’ambito di un determinato settore della produzione e del commercio”, che ci pare proprio il ruolo rivendicato dall’Age nel suo comunicato pro-ricorso al Tar del Comune di Portoferraio. Se poi l’Age preferisce essere definita con la più moderna definizione di “lobby” d’ora in avanti lo faremo.

Ci si permetta di dissentire sul fatto che l’Age dica di “non aver contribuito al saccheggio del territorio Elbano”, evidentemente abbiamo una diversa concezione del saccheggio, ma qualcuno le schifezze delle quali parlavamo prima deve averle progettate… Legambiente ha fatto sempre nomi e cognomi (ed anche gli indirizzi) per “ogni presunta responsabilità al saccheggio del territorio Elbano”, non altrettanto ha fatto l’Age che ha sempre taciuto, anche di fronte a fatti gravissimi, come “Elbopoli” o che hanno coinvolto anche professionisti locali.

Legambiente è più che convinta che “la tutela dell’ambiente non è una priorità degli ambientalisti”, dispiace però che i geometri elbani siano sempre stati dall’altra parte della barricata, tacendo sempre di fronte ad abusi, scempi ed ecomostri,  contrastando pervicacemente gli strumenti che tutelano l’ambiente ed il paesaggio ed appoggiando calorosamente i Piani Strutturali proposti dai Comuni elbani che – se approvati così come proposti – avrebbero scaricato sull’Elba oltre 2 milioni di m3 in più di nuovo cemento. Anche allora ci pare che l’Age lamentasse addirittura troppi vincoli e chiedesse di poter costruire ancora di più…

A conclusione, vorremmo però fare noi una domanda agli amici geometri elbani: quale è il vincolo in più – ne basta solo uno – che porrebbe sul territorio elbano il nuovo Piano Paesaggistico della Regione Toscana? Aspettiamo risposta.

Legambiente Arcipelago Toscano