Pianosa e il ritorno di più di 80 detenuti, alcune domande sul carcere

La lettera aperta di Legambiente Arcipelago Toscano al Presidente Rossi e alla ministra Cancellieri

[17 dicembre 2013]

Oggi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la ministra della Giustizia, Annamaria Cancellieri,  hanno presentato il protocollo per il miglioramento delle condizioni delle carceri e dei detenuti in Toscana firmato a Firenze che punta a ridurre di un terzo la popolazione carceraria in sovrannumero in Toscana, dove ci sono oggi 900 detenuti in più rispetto alla capienza massima degli istituti.

Nel farlo Rossi ha detto: «Quanto a ciò che prevediamo a Pianosa, se l’isola viene lasciata a se stessa, degrada. In accordo con il sindaco di Campo nell’Elba cercheremo di recuperare, grazie al lavoro di un’ottantina di detenuti, gli edifici in degrado, destinandone alcuni all’accoglienza turistica, e daremo il via ad un programma di coltivazione agricola. Pensiamo di abbattere il muraglione del carcere di massima sicurezza e di valorizzare l’isola lungo tutto l’anno. Insomma abbiamo in mente qualcosa di molto diverso dal 41bis». La Cancellieri ha aggiunto: «Pianosa è una sfida e un sogno bellissimo. Grazie al lavoro dei detenuti può diventare un piccolo gioiello».

Legambiente, dopo aver sottolineato che a Pianosa non c’è solo degrado ma anche una forte ripresa della sua eccezionale biodiversità  avvenuta dopo la chiusura del carcere, anche grazie a progetti di tutela dell’Ue attuati dal Parco azionale, e che nell’isola c’è ormai un’attività economica da non sottovalutare, legata al turismo ambientale e da quest’estate anche alle immersioni subacquee in un mare eccezionalmente intatto, rivolge alcune domande al Presidente Rossi ed alla ministra Cancellieri:

1) Quanti agenti di custodia, educatori ed esperti richiederà la presenza a Pianosa di più di 80 detenuti, che sono almeno il doppio della cifra della quale si era fino ad ora parlato?

2) Come questo numero è compatibile con l’attuale capacità di carico di Pianosa (250 persone) e quindi con l’attuale flusso turistico che sarebbe quindi probabilmente almeno dimezzato?

3) Il progetto è stato sottoposto al Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, che lo Stato ha individuato come Ente di protezione e governo delle risorse dell’Isola di Pianosa e del suo mare ed è compatibile con il Piano del Parco che è uno strumento (anche “urbanistico”) di gestione territoriale sovraordinato rispetto alle normative della Regione?

4) Il progetto di collocazione sull’isola di più di un centinaio di persone e le attività che si intendono svolgere sono compatibili con la presenza a terra ed a mare di forme di protezione di Rete Natura 2000 dell’Unione europea (Si, Zps/Zsc delle Direttive Habitat e Uccelli), per altro istituite su indicazione della stessa Regione e del Governo della Repubblica Italiana?. Intendono Presidente Rossi e Ministra Cancellieri far almeno seguire a questo annuncio del raddoppio dei detenuti previsti almeno una valutazione di incidenza, per non incorrere in una procedura di infrazione europea?

5) Il progetto rispetta il protocollo d’intesa firmato da Parco, Regione, Provincia di Livorno e Comune di Campo dell’Elba per un utilizzo di Pianosa che prevede agricoltura biologica, turismo scientifico e scolastico e ricerca scientifica? E come queste attività possono convivere con la presenza massiccia di detenuti e guardie carcerarie e le necessarie misure di sicurezza? Come queste attività possono convivere, senza intaccare gli eccezionali valori naturalistici, con la mancanza di risorse naturali di Pianosa, a partire dall’acqua, e la mancanza di depurazione ed altri servizi essenziali?

6) Intendono il Presidente Rossi e la Ministra Cancellieri coinvolgere in questo progetto che ha aspetti ambientali, economici e sociali così delicati, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (che non ha ancora il Direttivo)  ed il Ministero dell’Ambiente che il Parlamento della Repubblica ha indicato come istituzioni deputate a tutelare, anche dalle attività antropiche che in passato hanno creato seri danni, l’ambiente unico ed eccezionale di Pianosa e del suo mare?