Realacci: «È una scommessa sulla forza dei territori, su un’Italia che fa l’Italia»

Piccoli comuni, parte il disegno di legge per difenderli e valorizzarli

Prevista la promozione della banda larga, l’incentivazione della residenza, la tutela del patrimonio ambientale

[17 marzo 2014]

Parte domani in seduta congiunta tra le Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge sui Piccoli comuni di cui sono primo firmatario, assieme ad oltre 70 parlamentari di vari gruppi a cominciare dal collega Enrico Borghi della Commissione Ambiente, che è anche relatore della legge insieme ad Antonio Misiani della Commissione Bilancio. Il disegno di legge che propone Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali è una norma molto attesa.

Un’occasione importante che indica una chiara direzione di marcia: considerare i nostri circa 5.700 piccoli comuni non un peso per il nostro Paese, un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e costruire il futuro. C’è da sperare che questa sia la volta buona per arrivare finalmente e in tempi rapidi all’approvazione di questo testo

Fra le misure previste la promozione della cablatura e della banda larga, l’incentivazione della residenza, garantire la presenza e la qualità di  servizi indispensabili come sanità,  trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale. I comuni potranno poi promuovere i prodotti tipici locali e indicare anche nella cartellonistica stradale le produzioni tipiche, e grazie all’istituzione di un Registro Nazionale dei serbatoi di carbonio agroforestali potranno per certificare la gestione sostenibile delle foreste e dei suoli agricoli. La legge, insomma, nasce con l’intento esplicito di difendere l’identità delle nostre comunità, ovviamente razionalizzando e mettendo in comune i servizi, ad esempio con l’uso dello strumento delle unioni dei comuni.

Questa legge è un’opportunità per tutto il Paese. Se vogliamo che l’Italia rafforzi la sua presenza sui mercati globalizzati grazie alla qualità e all’identità di cui è portatrice, infatti, dobbiamo scommettere sui nostri piccoli comuni, sulla forza dei nostri territori. Per rilanciare l’economia e battere la crisi l’Italia deve fare l’Italia e puntare, oltre che su innovazione, ricerca e conoscenza, sulle cose che la rendono unica: bellezza, qualità, paesaggio, storia, coesione sociale,  legame con i territori. Per celebrare  questa piccola grande Italia, inoltre, domenica primo giugno  tornerà in centinaia di borghi per tutto il Paese Voler Bene all’Italia, la Festa Nazionale dei Piccoli Comuni promossa da Legambiente.

di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera