Piombino, si dimette l’assessore all’ambiente Marco Chiarei

«Decisione ponderata da tempo, da circa un anno, sulla quale non influiscono minimamente questioni di tipo politico e amministrativo. È un cambiamento che ho deciso di dare alla mia vita»

[28 marzo 2018]

Ho scelto di dare le dimissioni per una semplice scelta di vita. Decisione ponderata da tempo, da circa un anno, sulla quale non influiscono minimamente questioni di tipo politico e amministrativo. È un cambiamento che ho deciso di dare alla mia vita.

Il mio primo pensiero va al sindaco che ringrazio pubblicamente per la fiducia che mi ha sempre accordato in tutti questi anni e per avermi fatto svolgere un lavoro così importante a servizio della mia città. Lo ringrazio per aver rispettato questa scelta e con l’occasione ritengo doveroso rimarcare quanto il suo impegno sia testimonianza di una capacità umana non frequente, e cioè quella di farsi carico del dolore di una città intera, al di là degli obblighi istituzionali, in questi anni così irti di difficoltà. Ringrazio il capogruppo Rinaldo Barsotti per la sua costante vicinanza negli impegnativi passaggi in Consiglio Comunale. Ringrazio soprattutto tutti i dipendenti comunali con cui ho avuto il piacere e l’onore di lavorare; dagli operativi ai dirigenti ho imparato tantissimo e ho apprezzato tantissime qualità che fanno di questo Comune una struttura davvero solida.

Sono molto sereno, non ho rancori, recriminazioni o risentimenti per niente e per nessuno. Fare l’amministratore, oggi, non significa occupare una poltrona ma svolgere una vera e propria missione, talvolta anche suicida, nella quale non vi è gratificazione di alcun genere. Anche per questo, da cittadino, mi piacerebbe che questa comunità sapesse liberarsi dal fiume di odio che la dissangua e che le sottrae energie positive che servono, come il pane, per costruirsi un futuro. Bisogna ritrovare il dialogo, incontrarsi, rispettarsi e contaminarsi.

Mi piacerebbe infine che la politica tutta tornasse ad avere la P maiuscola e che possa ritrovare il modo di lavorare con una visione, un progetto e quindi connettere le emergenze quotidiane con gli obiettivi più alti.

di Marco Chiarei