Piombino sospesa tra una firma e l’ultima colata dell’altoforno

La Regione: «La città dovrà tornare polo industriale d'eccellenza mondiale»

[24 aprile 2014]

Al termine della riunione sul polo industriale di Piombino alla quale ha partecipato anche il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha annunciato ieri che dal suo ministero «partiranno 50 milioni che serviranno al ministero dello Sviluppo per un progetto industriale e manifatturiero». Un’unione che lascia (purtroppo) solo immaginare un ministero dello Sviluppo sostenibile, e una fetta importante di quell’investimento complessivo da 200 milioni di euro di cui il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, parla per «la riconversione del polo siderurgico di Piombino, per renderlo più competitivo e più ecologico».

Proprio Rossi ha annunciato che c’è una bozza d’accordo, e la firma sembra imminente. Chissà che alla vigilia del 25 aprile per Piombino non possa aprirsi una nuova Liberazione… nel frattempo, oggi l’ultima colata è scesa oggi dall’altoforno dell’acciaieria alle 10:56, come una lacrima scorsa sulla guancia arrossata di una città intera. Per 20 giorni l’impianto sarà tenuto in vita bruciando coke, per poi spegnersi definitivamente.

Sulla sua pagina Facebook Rossi scrive: «Alla fine della giornata grazie alla lotta dei lavoratori, all’appello del Papa e forse un po’ anche al nostro impegno la vicenda del progetto di riconversione di Piombino è diventata questione nazionale. Sono le stesse parole che ha usato il Presidente del Consiglio, Renzi: “Piombino è questione nazionale”».

Vedremo se l’accordo conterrà quanto detto dalla Regione Toscana prima di partire per Roma: «La Toscana non rinuncia alla siderurgia a Piombino. L’obiettivo è quello di ripristinare l’area a caldo, un’attività che appartiene alla storia e alla cultura industriale di Piombino e di questa terra. Regione e Governo mettono a disposizione di questo progetto risorse importanti per incentivare investimenti e nuove tecnologie in grado di dare un futuro al polo siderurgico, per produrre in maniera competitiva ed ecologica». Era questo l’obiettivo, condiviso da sindacati,  Comune di Piombino, Provincia di Livorno e autorità portuale, che il presidente della Regione Enrico Rossi ha presentato oggi a Roma dove governo, regione ed Enti locali firmeranno l’accordo di programma.

«Piombino, le sue acciaierie, il suo porto sono state e dovranno essere eccellenze nazionali e internazionali», ribadisce la Regione e Rossi ricorda che l’Ente che presiede ha messo molte risorse, «come non aveva mai fatto prima, scommettendo sul rilancio di questa area, per ammodernare le linee produttive, bonificare le aree industriali e portuali, per realizzare la viabilità. Vuole andare avanti per riportare questo territorio alla centralità produttiva che merita. E questo è sottolineato anche dallo straordinario atteggiamento dei lavoratori della Lucchini, che non chiedono assistenza né il ricorso alla cassa integrazione, ma vogliono continuare a lavorare con i contratti di solidarietà. Magari guadagnando qualcosa meno, ma rimanendo parte attiva del processo di rilancio, attraverso un impegno sulle bonifiche, sullo smantellamento e ammodernamento degli impianti fino ai lavori nel porto».

Rossi ha sottolineato che «la Regione, forte del consenso degli enti locali, dei sindacati e dei lavoratori, è determinata su questa strada, e firmerà l’accordo di programma grazie al mandato ricevuto da sindacati ed enti locali. Sottolineando il fatto che l’accordo di programma è un punto di partenza, il presidente ha poi rimarcato il ruolo positivo svolto dalla presidenza del consiglio. Adesso dovremo mettere la massima attenzione ai prossimi tre mesi e seguire in maniera rigorosa l’attuazione degli impegni e delle varie tappe. E’ prevista una cabina di regia unica, che dovrà vigilare sull’attuazione del programma, a partire dai collegamenti viari da realizzare, che per la Regione restano un nodo ineludibile».