Pisa, sversamento di idrocarburi nel fiume Morto: caccia ai responsabili

[17 agosto 2015]

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Nel primo pomeriggio di domenica 16 agosto, i Vigili del fuoco (VVFF) di Pisa sono intervenuti, a seguito della segnalazione per un sversamento di idrocarburi nel corso d’acqua denominato “Fiume Morto” in Loc. Gello di Pisa. Gli stessi VVFF, tramite la sala operativa della Città metropolitana hanno richiesto l’intervento del personale in pronta disponibilità dell’Agenzia.

I tecnici ARPAT, intorno alle 15,40, hanno raggiunto la zona. L’evento era tuttora in corso e si poteva distintamente rilevare la fuoriuscita di idrocarburi da un punto di scarico della fognatura nel corso d’acqua che intanto aveva originato un’estesa macchia iridescente a valle e a monte dello scarico medesimo.

Lo sversamento, probabilmente, aveva avuto inizio già in tarda mattinata. Sul posto, oltre ai VVFF, era presente una pattuglia de che i Vigili Urbani di Pisa.

Come intervento d’urgenza i tecnici ARPAT hanno concordato con i VVFF di porre (a cura degli stessi VVFF) alcune barriere di contenimento (panne galleggianti) in tre posizioni distinte sul corso d’acqua, sia a valle dello scarico sia a monte, in quanto si notava una netta tendenza delle acque a risalire i corso per effetto del vento alla foce.

In considerazione di eventi pregressi di rilascio di idrocarburi il personale ARPAT è intervenuto presso la caserma dei paracadutisti “Gamerra”, sita in via di Gello, in quanto unità probabilmente all’origine del fenomeno sia perché vi erano stati in passato sversamenti accidentali e tracimazioni in presenza di forti piogge sia perché nella zona non sono presenti altri siti dove possono essere stoccaggi di gasolio.

Gli ufficiali presenti sono stati dettagliatamente informati dell’evento in corso ed a loro è stato richiesto di riferire se vi fossero state evidenze, all’interno della caserma, di possibili fuoriuscite incontrollate di idrocarbuRi, o contaminazioni accidentali dei piazzali e delle zone di lavoro. In risposta gli ufficiali presenti hanno declinato qualsiasi responsabilità diretta, affermando che all’interno della base tutti i controlli che erano stati effettuati fino a quel momento, e di prassi in occasione di forti piogge, avevano dato esito negativo.

I tecnici ARPAT nel frattempo hanno iniziato ad ispezionare la fognatura che decorre parallela alla casema lungo il marciapiede antistante l’edificio; sono stati aperti vari tombini nell’attesa del tecnico della Soc. ACQUE SpA, gestore della fognatura, che avrebbe dovuto dare indicazioni per l’ispezione della condotta in relazione agli apporti ed agli ingressi presenti. Il tecnico di ACQUE, però, che inizialmente sembrava potesse arrivare sul posto, non ha potuto raggiunto la zona.

L’ispezione di alcuni pozzetti ha evidenziato la netta presenza di idrocarburi rilevabili sulla superficie dell’acqua e dal caratteristico odore che si originava dalla apertura del tappo di copertura. In alcuni dei pozzetti sono stati effettuati prelievi di acqua come pure a monte e valle dello scarico al punto di ingresso nel Fiume Morto. Il campionamento dei pozzetti è stato condotto alla presenza degli ufficiali sopra menzionati che hanno seguito le operazioni di ARPAT.

Alle ore 19:30 circa al punto di scarico nel Fiume Morto, alimentato verosimilmente anche dalla condotta ispezionata, l’apporto di idrocarburi risultava ancora in atto. Non avendo avuto evidenze certe di una responsabilità diretta nell’evento di diffusione anomala di idrocarbuti gli ufficiali della Caserma Gamerra non hanno ritenuto fare ricorso a provvedimenti di intervento immediato ai fini del contenimento/interruzione del fenomeno in atto.

Preso atto di ciò ARPAT ha provveduto ad informare il Responsabile del settore di Protezione Civile del Comune di Pisa sulla evoluzione del fenomeno, sottolineando che lo stesso era ancora in corso in quanto non era stata identificata la possibile origine che lo aveva determinato.

Nella mattinata di stamani lunedì 17 agosto, tecnici dell’Agenzia, dopo aver sollecitato l’intervento anche da parte di ACQUE SpA, si sono recati di nuovo sul posto. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti, quando disponibili, su questa pagina.

di Arpat