Investimento di 2,5 miliardi di dollari, su 30.00 ettari di mare: energia pulita per 300.000 case

Negli Usa nasce il più grande parco eolico off-shore del Paese: lo costruirà un italiano

Con lo Sblocca Italia il governo Renzi preferisce le trivelle alle pale, e gli investitori guardano altrove

[17 ottobre 2014]

La Us Wind Inc. si è aggiudicata per 8,7 milioni di dollari la gara per costruire il più grande parco eolico marino degli Usa, ma di americano la company non ha molto se non a sede la Boston: è guidata dall’italiano Alfonso Toto ed è controllata da Renexia, un’azienda (italiana) che opera nel campo delle energie rinnovabili. Il Bureau of ocean energy management regulation and enforcement ha confermato la regolarità dell’offerta dopo la Due Diligence condotta dal Dipartimento della giustizia.

Le trivelle off-shore in Italia sono invece evidentemente preferite alle pale eoliche, e lo Sblocca Italia del governo Renzi sembra confermare l’impressione, puntando forte sull’estrazione del (magro) bottino petrolifero nostrano.  Così gli investitori italiani si spostano insieme al loro know-how al largo di altri e più profittevoli lidi. Entro il 2020 l’US Wind  dovrà progettare e costruire il parco eolico al largo della costa ovest degli Stati Uniti e poi lo gestirà per 25 anni. A Renexia  spiegano che «il progetto prevede un investimento complessivo di 2,5 miliardi di dollari e rientra nel piano strategico dell’amministrazione Obama per lo sviluppo  delle energie rinnovabili». Il segretario agli interni Usa, Sally Jewell, ha detto che «l’esito della gara è un importante risultato e riflette l’orientamento e la fiducia dell’industria verso questa tecnologia, e rafforza la scelta della nostra Nazione verso questa nuova frontiera dell’energia».

L’amministrazione di Barack Obama sta puntando molto sull’eolico offshore: nei prossimi 10 anni, oltre a quello del Maryland, verranno realizzati altri cinque giganteschi parchi eolici offshore al largo delle  coste di Massachusetts, Delaware, Rhode Island e Virginia.

Come sanno i lettori di greenreport.it, il parco eolico offshore del Maryland è stato fortemente voluto dal governatore democratico, Martin O’Malley, che, con l’appoggio di grandi organizzazioni ambientaliste come Sierra Club, Nrdc e Greenpeace, ha affrontato le proteste di comitati locali anti-eolico che hanno subito trovato l’appoggio del Partito Repubblicano, del Tea Party e della lobby delle Big Oil e dei King Carbon che li finanzia.

US Wind inc. spiega che «si tratta di un impianto di dimensioni rilevanti, le due aree marine che ospiteranno le torri sono grandi 80.000 acri (32.370 ettari)  e si trovano proprio al largo dello Stato del Marylandma in acque federali. Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori, con fondazioni di tipologia monopalo infisso o tripode il cui numero varierà dagli 85 ai 125, in ragione delle turbine scelte, mentre la trasmissione di energia elettrica verrà garantita attraverso una piattaforma di trasformazione offshore che con cavi sottomarini che si collegheranno con la rete elettrica P.J.M. (parte della rete elettrica dello stato del Maryland). Riguardo la tecnologia di collegamento con la terra ferma, essa potrà essere AC o DC a seconda delle scelte costruttive che US Wind Inc. definirà. La potenza installata sarà di oltre 500 MW, l’impianto avrà una producibilità annua di 1.824 GWh. Il parco eolico permetterà di portare energia in circa 300.000 abitazioni, sarà distante dalla costa 15 miglia, così da ridurre al minimo anche l’impatto visivo».

Toto è naturalmente molto soddisfatto: «Esserci aggiudicati questa gara  è la   dimostrazione che l’Italia, anche in campo internazionale, può competere e vincere sul piano  tecnologico e di innovazione con competitors di tutto il mondo. Il nostro impegno ora è progettare e costruire un impianto a basso impatto, efficiente e altamente tecnologico con tempi di realizzazione brevi».