Procedura d’infrazione Ue sull’autostrada tirrenica. Legambiente: c’è alternativa

Gentili: «La Regione Toscana avvii messa in sicurezza dell’Aurelia, rifiuti progetto autostradale»

[8 maggio 2014]

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea per l’affidamento dei lavori dell’A12 Livorno–Civitavecchia evidenzia la mancanza di rispetto delle regole più elementari per la realizzazione di questa infrastruttura. Questa ulteriore e grave criticità si aggiunge al fatto che l’autostrada tirrenica rappresenterebbe un ingente sperpero di denaro, con tempi lunghissimi di realizzazione, e un evidente impatto ambientale per il territorio senza peraltro essere giustificata dai flussi di traffico previsti.

La scelta più sensata e ottenibile in tempi brevi, oltre che ambientalmente ed economicamente sostenibile, è senza dubbio quella di mettere in sicurezza la variante Aurelia e completare in tal modo  il corridoio tirrenico come del resto stanno chiedendo con forza associazioni, comitati e forze politiche dei territori interessai. L’attuale Aurelia a nord ha solo bisogno di un’opera costante di manutenzione, mentre a sud è necessario raddoppiare fin da subito i 12 km a due corsie, che hanno un altissimo tasso di incidentalità, eliminando gli ingressi a raso e prevedendo la messa in sicurezza dell’arteria stradale.

Chiediamo con decisione, a maggior ragione dopo la grave procedura di infrazione della Commissione Europea, alla Regione Toscana di rivedere senza indugi la propria posizione rispetto all’assurdo progetto autostradale della Sat per favorire invece una soluzione che rispetti le esigenze dei territori e dei cittadini che li abitano, e che dia la priorità alla sicurezza, oltre che alla salvaguardia ambientale. Non ha alcun senso  continuare a prevedere l’autostrada tirrenica, un’opera datata, inutile e che non serve al territorio, ma occorre invece favorire un progetto di mobilità integrata, basato sull’intermobilità, che valorizzi trasporto su ferrovia e cabotaggio, oltre a prevedere interventi significativi per la difesa del territorio rispetto all’assetto idrogeologico.

di Angelo Gentili, segreteria nazionale di Legambiente