Pronta la legge, la Sardegna finanzia i geologi nei comuni per la tutela del territorio

In 70 anni spesi in Italia 242 miliardi di euro per le catastrofi, 20 sarebbero bastati per la messa in sicurezza

[9 febbraio 2015]

La Sardegna guarda con fiducia hai geologi per contribuire a difendere il proprio territorio, e grazie a una legge appena approvata dalla Regione adesso arriveranno anche i primi, concreti finanziamenti. Qualcosa sta cambiando nella Regione guidata da Pigliaru (Pd), dopo le drammatiche scene legate alle alluvioni e al dissesto idrogeologico che ancora gli isolani – e non solo – hanno bene in mente.

«Siamo dinnanzi ad una svolta importante – dichiara soddisfatto Davide Boneddu, presidente dell’Ordine dei geologi della Sardegna – I Comuni e le Unioni dei Comuni potranno finalmente avvalersi della figura del geologo nell’ambito delle istruttorie relative a interventi connessi con il Piano Assetto Idrogeologico ( P.A.I.). Per gli enti locali che si attiveranno in tal senso, la Regione ha stanziato la somma complessiva di 900.000 euro per il biennio 2014/2015. Ben 300.000 euro per l’anno appena concluso ed altri 600.000 euro per quello in corso».«

Novecentomila euro per due anni non sono certo un’enormità, ma avviano un cambio di tendenza. Senza dimenticare che i soldi investiti in prevenzione danno risultati incomparabilmente più efficienti rispetto a quanto sarebbe necessario spendere a disastro avvenuto. «Con ogni probabilità il Paese inizia a comprendere che solo un territorio sicuro potrà attira investimenti – ha commentato infatti Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi –  e che non è più possibile continuare a inseguire le emergenze, ma che occorre risolverle. Non è più possibile spendere 242 miliardi di euro come abbiamo fatto per 70 anni, quando ne sarebbero bastati 20 per mettere in sicurezza il territorio. È completamente mancata una cultura del territorio, che avrebbe sviluppato economia; l’assenza di questa cultura ha invece sottratto all’economia del Paese».

La speranza è dunque che l’iniziativa sarda venga presa ad esempio anche in altre regioni lungo lo Stivale. «Quanto sancito dalla Legge approvata dalla Regione – “Norma di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo”, e dalla sua Delibera 51/13,  – è la codifica di un importante riconoscimento alla nostra categoria, un ulteriore passo nel cammino della diffusione della cultura geologica che sono certo ci vedrà nel prossimo futuro parte sempre più attiva nella pianificazione e gestione del territorio, sia come professionisti che come tecnici a supporto della pubblica amministrazione. I geologi – chiosa Boneddu – potranno  portare così il contributo professionale all’iter di approvazione degli Studi di Compatibilità Idraulica e degli Studi di Compatibilità Geologica e Geotecnica previsti dalle norme tecniche di attuazione del P.A.I. Saremo quindi presto chiamati come categoria (alcuni comuni già hanno emesso a riguardo uno specifico bando ad evidenza pubblica), a dare un rilevante contributo alla Pubblica Amministrazione negli iter autorizzativi connessi al Piano di Assetto Idrogeologico».