Colpa del traffico. Dalla Commissione europea un «ultimo avvertimento»

Qualità dell’aria, da 9 anni l’Italia non rispetta gli standard Ue. Si avvicina la Corte di giustizia

Lo smog uccide il triplo degli incidenti stradali, circa 70mila le morti premature in Europa da biossido d’azoto

[15 febbraio 2017]

Non sono bastati 9 anni per rispettare gli obiettivi sulla qualità dell’aria contenuti nella direttiva europea 2008/50/CE, e se nei prossimi 2 mesi non saranno ottemperati la Commissione Ue potrà deferire alla Corte di giustizia europea Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito: a questi paesi, comunicano oggi da Bruxelles, è arrivato un «ultimo avvertimento», un’esortazione «ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica».

Finora la direttiva europea non sembra aver preoccupato più di tanto gli Stati membri, dato che in 23 su 28 «le norme sulla qualità dell’aria non sono ancora rispettate». La Commissione – ricordano da Bruxelles – ha intrapreso un’azione legale contro gli Stati membri a causa della scarsa qualità dell’aria fin dal 2008, concentrandosi inizialmente sul particolato (PM10) – per il quale il termine per l’adempimento di conformità era il 2005 – e sul biossido di azoto (NO2) – per quale il termine era il 2010. Ad oggi, l’azione legale riguarda in particolare le «persistenti violazioni dei valori limite per l’NO2» in numerose aree dei Paesi sotto osservazione, dalle 28 della Germania alle 3 della Spagna passando per le 12 dell’Italia (dove spiccano in negativo le grandi città, Roma, Milano e Torino).

«Più di 400 000 cittadini muoiono prematuramente nell’Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell’aria – rimarcano dalla Commissione – Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall’inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno».

Non ci sono misteri sui punti dove è necessario intervenire con maggiore incisività per invertire la rotta: «Il traffico stradale è responsabile di circa il 40% delle emissioni di ossido di azoto (NOx) nell’UE. A livello del suolo il contributo relativo del traffico è molto più elevato (in quanto le emissioni provenienti dalle ciminiere industriali sono diluite prima di raggiungere il suolo). Delle emissioni totali di NOx dovute al traffico, circa l’80% proviene dai veicoli con motore diesel», motorizzazione che nonostante tutti gli scandali ancora oggi gode in Italia di consistenti vantaggi fiscali: in media sono 17 i centesimi/litro in meno pagati alla pompa di rifornimento rispetto alla pur inquinante benzina. Potremmo iniziare da qui, indirizzando il gettito allo sviluppo di una mobilità su rotaia ancora troppo arretrata rispetto agli standard europei.