Quando a “rubare il lavoro” sono i padani. I frontalieri italiani tartassati sul web dagli svizzeri

[10 dicembre 2014]

Da un’analisi del ‚sentiment‘ sui social network commissionata da tvsvizzera.it a Voices from The Blogs, i frontalieri italiani, o meglio padani, ne escono malissimo ed anche in Italia un terzo dei commenti  è negativo

Più di 3 commenti su 4  provenienti dal Canton Ticino sui frontalieri sono negativi e «Solo il 19% dei messaggi sul tema del frontalierato analizzati ha una connotazione positiva. Un dato per nulla sorprendente, di questi tempi – dicono alla Tv svizzera in lingua italiana – Ovviamente meno severo il dato relativo ai bloggers italiani, i cui messaggi sono di carattere positivo nel 68% dei casi, ma anche in patria il 30% dei messaggi ha valenza negativa».

Probabilmente molti dei pendolari italo/padani sono fedeli elettori della Lega Nord, a verso di loro gli svizzeri/ticinesi/italiani  utilizzano lo stesso slogan tanto caro agli attivisti dei gazebo leghisti: «Ci portano via il lavoro», è infatti questo il  principale motivo di astio contro gli invasori pendolari: «la convinzione che i frontalieri occupino posti di lavoro a scapito dei ticinesi». Viene poi un altro cavallo di battaglia leghista tradotto in salsa ticinese: «Nel 23% dei casi  – si legge sul sito tvsvizzera.it  – il ‘sentiment’ negativo è legato al numero, considerato eccessivo di lavoratori italiani che giornalmente varcano il confine (circa 60.000 su 340.000 residenti)», una cifra che fa impallidire la presunta invasione di migranti agitata da Salvni e compagnia.

Il sondaggio evidenzia che «Solo il 5% dei commenti negativi riguarda la tassazione. In altre parole non sono molti i ticinesi secondo i quali i frontalieri pagano troppo poco al fisco».

Quello che sorprende la Tv della Svizzera italiana è il dato dei commenti positivi: «Da questo punto di vista, la ragione principale di apprezzamento per i frontalieri non riguarda la loro importanza per l’economia ticinese (1,5%), ma la convinzione che la loro presenza sul territorio contribuisca a “creare cultura”».

Scavando ancora nella ricerca di Voices from The Blogs si trovano ancora definizioni dei nostri frontalieri che sono le stesse che nella Padania danno di sé stessi gli immigrati in Italia: «Sottopagati, indispensabili, ma anche privilegiati» e tvsvizzera.it sottolinea: «Varcando la frontiera, lo abbiamo già appurato, la percezione cambia radicalmente. Visti dall’Italia i frontalieri sono sottopagati (20%), indispensabili all’economia ticinese (18.5%) e pagano troppe tasse (13.3%). Un dato quest’ultimo in apparente contraddizione però con l’unica motivazione di rilievo legata ai giudizi negativi sui pendolari italiani in Svizzera, che sono ritenuti essere dei privilegiati rispetto agli altri lavoratori italiani». Chissà se anche i leghisti ticinesi considerano queste lamentele di chi dovrebbe solo ringraziare e tacere? E il giudizio dei cittadini padani sui pendolari privilegiati non somiglia molto all’invidia che c’è nei Paesi in via di sviluppo per chi può permettersi di pagare qualche trafficante di carne umana per approdare in Europa?

SE si guarda a come vengono difesi i migranti italo-padani in Svizzera ci si accorge che sono le stesse argomentazioni che vengono utilizzate da chi difende l’immigrazione straniera in Italia quando ad attaccarla sono i leghisti alla Borghezio ed alla Salvini ed i loro alleati neofascisti. Una contraddizione che i leghisti evidentemente non vedono.

Ma siccome c’è sempre un razzista più a nord di noi, la Tv Svizzera Italiana non prevede niente di buono: «Com’è visto sul web il futuro dei frontalieri? Beh, su questo italiani e svizzeri concordano: niente di buono all’orizzonte. Tutti sono convinti che il numero totale diminuirà, così come il loro “status” e il loro reddito».

In questo senso, in Italia con i migranti che vengono da più a sud di noi, ci siamo già portati avanti con il lavoro.