Rapporto Ipcc, ecco le conseguenze dei cambiamenti climatici per l’Asia

[12 agosto 2014]

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc)  ha presentato  a New Delhi il suo Rapporto sui cambiamenti climatici alla società civile, comunità scientifica, media e altri stakeholders. L’Ipcc, con l’iniziativa “IPCC AR5 – What it means for a stronger, more inclusive India” ha voluto focalizzare l’attenzione  sulle ricadute dei risultati dell’AR5 per l’India e gli altri i paesi dell’Asia meridionale, con l’obiettivo di comunicare i risultati del rapporto ai decision-makers di uno dei Paesi a più rapida crescita al mondo, ma anche per rendere accessibili i dati del rapporto al grande pubblico e promuovere la discussione e i collegamenti i diversi soggetti interessati.

All’evento, organizzato da The Energy and Resources Institute (Teri), in cooperazione con Ipcc,  e Climate Development Knowledge Network (Cdkn) e con il sostegno del ministero delle Scienze della Terra e del Teri  Business Council for Sustainable Development, hanno partecipato diversi autori del rapporto che hanno lavorato ai  tre gruppi di lavoro dell’Ipcc, che hanno presentato dati e rapporti su argomenti specifici che interessano il sub-continente indiano.

A livello globale, i livelli del mare sono aumentati più velocemente che in qualsiasi momento durante i 2.000 anni precedenti la nostra epoca, e gli effetti sono particolarmente evidenti nell’Asia meridionale: i cambiamenti nelle precipitazioni e lo scioglimento dei ghiacciai stanno alterando i sistemi di acqua dolce, il che danneggia la quantità e qualità di acqua disponibile in molte regioni. I cambiamenti climatici avranno effetti diffusi sulle società dell’Asia meridionale con forti impatti su insediamenti ed infrastrutture: inondazioni, peggioramento della salute umana, carenza di cibo ed acqua. Con la globalizzazione gli impatti del cambiamento climatico sulle risorse o sulle merci in un’area così popolata e nevralgica avranno  effetti globali di vasta portata sui prezzi, le catene di approvvigionamento, il commercio, gli investimenti e le relazioni politiche in tutto il mondo. I cambiamenti climatici minacciano progressivamente la crescita economica e la sicurezza umana in modi complessi, sia nell’Asia meridionale che in tutto il mondo.

Secondo l’Ipcc il global warming sta colpendo duramente il subcontinente indiano nel corso del XX secolo e negli anni 2000. I dati indicano che, in gran parte dell’Asia, sono diminuiti i giorni e le notti freddi mentre sono aumentate le giornate e le notti calde, dagli anni ’50 è aumentata la frequenza delle ondate di calore, mentre le osservazioni mostrano che nell’India centrale sono in aumento gli eventi piovosi estremi mentre diminuiscono le piogge meno intense.

I cambiamenti nell’Oceano Indiano emersi negli anni ’60 hanno già portato a cambiamenti nei venti ed i  rischi legati al clima minacciano la vita, la sicurezza alimentare, la salute e il benessere delle popolazioni in molte aree dell’Asia meridionale. Il cambiamento climatico è già in corso e la regione ha vissuto numerosi disastri legati al clima tra il 2000 e il 2008 e, in proporzione, ha subito il secondo numero più alto (quasi il 30%) del totale delle perdite economiche globali. Il rischio di morte a causa di inondazioni è altamente concentrato in Asia, e allo stesso tempo, i livelli del mare sono in aumento, la maggior parte dei delta fluviali ha giganteschi fenomeni di subsidenza causa dell’emungimento delle acque sotterranee e delle dighe che intrappolano i sedimenti che così non arrivano più alla foce.

Il ministro dell’Ambiente, foreste e cambiamenti climatici dell’India, Prakash Javadekar, ha detto che «situazioni eccezionali richiedono soluzioni eccezionali. I nostri problemi non possono essere risolti attraverso gli attuali livelli di consapevolezza. La partecipazione popolare è fondamentale per lo sviluppo e l’attuazione dei programmi ambientali. Ad esempio, la pulizia di fiumi come il Gange e il Yamuna non avrà successo  a meno che non ne facciamo un movimento di massa. Il nostro ethos indiano è sempre stato in sintonia con la Natura. Ma la scienza è dinamica e si deve credere in lei. Mentre le colture Ogm sono importanti, devono essere prese le dovute precauzioni. Anche se la crescita come priorità potrebbe portare a un aumento delle emissioni, l’India è ancora è impegnata per una crescita verde sostenuta».

Insomma, anche il nuovo governo della destra nazionalista induista dà un colpo al cerchio e uno alla botte – con un pizzico di nazionalismo in più – e non sembra voler rinunciare ad un modello di crescita non certo esaltante dal punto di vista ambientale e sociale.

Infatti, il ministro della Scienza e della tecnologia, Jitendra Singh, ha sottolineato che «se l’India deve realizzare il suo sogno di diventare una potenza mondiale, dovremo investire nella scienza e nella tecnologia, che sarà la base per il cambiamento. Il nostro governo ha preso diverse iniziative, tra le quali quella di esplorare il rapporto costo-efficacia dello sviluppo di piccoli satelliti indigene. Abbiamo anche bisogno che  nostri giovani sviluppino una mentalità scientifica e il nostro governo incoraggerà i nostri giovani scienziati indiani a diventare una parte della comunità scientifica globale».

Rajendra Kumar Pachauri , presidente dell’Ipcc e direttore generale del Teri, ha ricordato al governo indiano che «l’Ipcc ha completato tre rapporti dei gruppi di lavoro come parte del ciclo del Fifth Assessment.  Questi contengono una notevole quantità di informazioni e di risultati importanti sulla base fisica del cambiamento climatico, i suoi effetti, la possibilità di adattamento e la vulnerabilità delle diverse parti del globo, così come le opzioni di mitigazione. L’India è vulnerabile a diversi impatti dei cambiamenti climatici e, in quanto firmataria di accordi globali sul cambiamento climatico, ha anche la responsabilità di prendere i provvedimenti opportuni. Affrontare il cambiamento climatico richiederebbe una sostanziale espansione della consapevolezza su tutti gli aspetti del cambiamento climatico e questi possono essere rilevanti per il processo decisionale in India. L’evento di sensibilizzazione è un passo verso la creazione di consapevolezza sulle conclusioni delle parti del Fifth Assessment Report  pubblicate  finora».

Sam Bickersteth, amministratore delegato del Cdnk ha sottolineato che «l’Ipcc nei suoi ultimi rapporti rafforza  l’esperienza di prima mano di milioni di indiani che stanno lottando contro gli effetti del cambiamento climatico. Abbiamo sentito che è necessaria un’azione lungimirante  per rendere climaticamente compatibile il percorso dello sviluppo dell’India. In tutta l’India, a livello nazionale, statale e locale, e nelle singole emerso oggi è che abbiamo bisogno far giungere questo a  tutti i settori, a tutte le regioni ed ottenere i benefici che raggiungano i più vulnerabili».

Secondo Rana Kapoor, presidente di Assocham e amministratore delegato di Yes Bank, «questo programma di sensibilizzazione sul Fifth Assessment Report  dell’Ipcc arriva in un momento critico, nel quale l’India, tra molti altri problemi ambientali, sta affrontando un monsone in ritardo, con il calo delle rese agricole ed inondazioni. Il settore agricolo che rappresenta circa il 15% dell’economia dell’India e che da  da vivere ai due terzi della nostra popolazione che vive nelle aree rurali. Con le previsioni del Fifth Assessment Report dell’Ipcc sulle siccità legate alla scarsità di acqua e cibo per l’Asia nel prossimo decennio, abbiamo urgente bisogno per affrontare le sfide del cambiamento climatico sia nel nostro ruolo che come individui, collettivamente e nelle organizzazioni e insieme come un Paese, al fine di garantire uno sviluppo olistico e una crescita sostenibile».