Renzi pedala a vuoto. A Firenze è addio amaro: «Totale disinteresse per la ciclabilità»

[14 febbraio 2014]

Gli ultimi giorni dell’iconografia Renzi sono stati segnati dai movimenti romani a bordo di una scalcagnata Smart (nomen omen), ma il vero marchio di fabbrica del premier in pectore è un altro: l’ecologica bicicletta. Della mobilità sostenibile ha fatto un totem nel suo mandato di sindaco a Firenze, firmando anche un Patto per la bicicletta promosso dall’associazione FirenzeInBici per sostenerne l’uso in città. Da allora le sue apparizioni mediatiche si sono moltiplicate a ritmo vertiginoso, ma la bici non l’ha mai abbandonata.

Adesso che l’ormai ex-sindaco si appresta ad appendere anticipatamente al chiodo le vesti di amministratore comunale per indossare quelle molto più pesanti di eroe nazionale è d’interessante osservare che Renzi non ha lasciato un ottimo ricordo del suo passaggio negli amici ciclisti fiorentini, nonostante abbia portato nella città del Fiore i mondiali di ciclismo.

«Totale disinteresse per la ciclabilità: questo esprime l’amministrazione comunale». Le parole sono sparate oggi proprio dalla Onlus Fiab FirenzeInBici, che – «denuncia lo scandalo di un’amministrazione che si fa bella di interventi presso il Ministero a favore delle modifiche al codice della strada, peraltro appropriandosi di suggerimenti presentati proprio da Fiab, e non fa nulla di concreto in città. Anzi, cancella servizi utili che forse non sono in grado di sostenersi da soli ma che pesano per cifre irrisorie sul il bilancio comunale. Il servizio andava semmai potenziato e ristrutturato». Il riferimento esplicito è quello a MilleUnaBici, servizio di noleggio gestito dalla cooperativa Ulisse (nata nel lontano 1998) in collaborazione con l’amministrazione comunale. Un servizio che risulta da tempo sospeso.

«Disinteresse è un eufemismo – rincara la dose Francesco Baroncini, consigliere di Fiab FirenzeInBici –  visto che il bando che assegnava ad Ulisse il servizio scadeva lo scorso settembre ed era stato prorogato a fine gennaio. In questi mesi, pur sollecitata da più parti, l’amministrazione non ha minimamente pensato a un modo di garantire il servizio né a come riassegnarlo, se proroghe non erano davvero possibili. Questo dà la precisa sensazione di quanto poco in realtà all’assessore Bonaccorsi e all’amministrazione comunale in genere interessi il tema della ciclabilità».

Eppure – dicono dall’associazione – qualcosa di buono in questi anni era stato fatto, qualche nuovo tratto di pista ciclabile è stato realizzato, qualche attraversamento difficile è stato risolto e lo spezzatino di cinque anni fa va sempre più somigliando ad una rete. Tutto questo grazie alla buona volontà di alcuni, che pur fra mille difficoltà e la palese opposizione dei quadri intermedi e dei vertici politici che si sono succeduti all’assessorato sono comunque riusciti a migliorare la situazione di partenza.

Il giudizio finale è però lapidario. «Un disastro – conclude Baroncini – Per risparmiare 100mila euro, cifra irrisoria per il bilancio comunale, si cancella un servizio utile alla comunità e si toglie lavoro a persone, per di più con disagi di varia natura, che avrebbero potuto consolidare una professionalità utile per il futuro, meglio, per il futuribile servizio di bike sharing». Dietro l’immagine del sindaco in bici si nasconde dunque più di una delusione, proprio sul versante della mobilità. Ma Renzi ha ormai abituato tutti col suo motto: «Il meglio deve ancora venire». Speriamo sia vero, e non solo per le biciclette.