Ricercatori Ispra occupano per protesta la sede dell’Udc, il partito del ministro Galletti

[17 dicembre 2014]

I ricercatori Ispra appartenenti a Usb (Unione sindacale di base) stamattina hanno occupato simbolicamente la sede nazionale dell’Udc (Unione nazionale di centro), partito cui appartiene il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, da cui aspettano risposte sulla situazione occupazionale, il funzionamento e la stessa sopravvivenza del loro istituto. Secondo quanto comunicato dai ricercatori, che ieri hanno portato la loro protesta anche all’interno dell’Istituto per il quale lavorano, la situazione generale dell’ente è critica, e c’è il rischio che «a fine anno oltre 60 tra ricercatori e tecnici vengano lasciati a casa».

Una protesta che ha già tagliato un traguardo intermedio. «Non c’è nessun rinvio da parte del Ministero dell’Ambiente riguardo la firma della continuazione della convenzione sulla Strategia Marina tra il Ministero e Ispra – ha dichiarato Silvia Velo, sottosegretario di Stato all’Ambiente – Il Ministero dell’Ambiente fin dallo scorso settembre ha manifestato la propria disponibilità a proseguire la convenzione con Ispra per quanto riguarda le attività connesse all’attuazione della direttiva sulla strategia marina.  La proposta di Ispra per la continuazione delle attività, trasmessa il 28 novembre scorso, è stata sottoscritta tempestivamente dal Ministero dell’Ambiente ed ora è alla firma di Ispra. Confidiamo che nelle prossime ore la questione si possa risolvere nel migliore dei modi».

I lavoratori riuniti in assemblea hanno accolto con soddisfazione la risposta alla loro protesta della Velo, in quanto sulla Strategia Marina poggiano 23 contratti precari Ispra, e soprattutto perché «la mobilitazione Usb sembra averle fatto scoprire l’esistenza dell’Ispra e della ricerca pubblica in Italia».

Ma i ricercatori non si fermano. Oggi hanno infatti consegnato una lettera rivolta ai vertici del partito Udc e allo stesso ministro, in cui chiedono a Galletti un incontro immediato, vista l’urgenza delle decine di contratti in scadenza al 31 dicembre, su cui al momento non si ha nessuna notizia di proroghe. Si chiede poi al titolare del dicastero che il ministero «onori i pagamenti verso l’Ispra e si arrivi finalmente alla stipula della convenzione triennale prevista dallo statuto».