Con Obama negli Usa sono aumentati i rifiuti finiti in discarica

Secondo i dati Epa diminuito il tasso di riciclo e compostaggio di Rsu, invariata la percentuale dell’incenerimento

[6 marzo 2014]

Gli ultimi dati forniti dalla US Environmental Protection Agency (Epa) in tema di rifiuti,  appena resi pubblici, mostrano che il tasso di riciclaggio complessivo per i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) negli Stati Uniti non solo ha rallentato la propria corsa ma è addirittura sceso dal 34,7% nel 2011 al 34,5% nel 2012.

Nel 2012, gli Stati Uniti hanno generato intorno a 230 milioni di tonnellate (secondo il nostro sistema metrico decimale, oppure 251 milioni secondo il sistema anglosassone) di rifiuti solidi urbani, di cui sono stati avviati a riciclo o compostati “appena” 79 milioni di tonnellate.

In media, gli americani riciclano o compostano intorno a 1,51 libbre (684 gr.) rispetto ad una produzione individuale di rifiuti di 4,38 libbre (1.986 gr.) per persona al giorno (724 kg all’anno). Per fare un raffronto, nel 2011  in Europa (EU 27)  la produzione pro capite è stata di 502 kg, quindi inferiore di un terzo rispetto ai cittadini statunitensi.

Comunque nel 2012 il paese a stelle e strisce nel suo complesso – secondo i dati Epa, ma l’accuratezza e validità di tali rilevazioni statistiche non è sempre chiara, come dimostra la situazione in Europa – ha riciclato circa 59 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani e compostato 19,5 milioni di tonnellate. Del restante 65,5% di rifiuti solidi urbani, circa il 11,7% (26,3 milioni di tonnellate) è stato inviato a recupero energetico (principalmente attraverso impianti di incenerimento, percentuale sostanzialmente identica agli anni passati), mentre il 53,8 % (122,5 milioni di tonnellate) è stato conferito in discarica (percentuale in aumento). L’energia prodotta dalla termovalorizzazione è stata pari al consumo medio annuo di oltre 10 milioni di utenze domestiche.

L’Epa ha inoltre rilevato nella relazione che la percentuale di  riciclaggio e compostaggio dei rifiuti solidi urbani non superava il 15% fino al 1990, andando ad aumentare progressivamente nei 15 anni successivi, facendo sperare una crescita costante e irreversibile del processo. Invece la tendenza ha rallentato negli ultimi cinque anni, culminando in un’inversione nel 2012 (ultimo dato disponibile).

Nel dettaglio l’Agenzia ha evidenziato i prodotti con i più alti tassi di recupero, che nel 2012 sono stati:

– Batterie al piombo: 96%

–  Scatole di cartone ondulato: 91%

– Lattine in acciaio: 71%

– Quotidiani/carta tipografica: 70%

–  Grandi elettrodomestici: 64%

–  Potature: 58%

–  Lattine di alluminio: 55%

–  Pneumatici: 45%

–  Carta (Misto): 43%

Per chi volesse approfondire i dettagli, il rapporto completo dell’Epa può essere scaricato a questo link: http://www.epa.gov/epawaste/nonhaz/municipal/pubs/2012_msw_fs.pdf