Il sindacato preoccupato da un no all’Ato Costa e RetiAmbiente

Aamps, l’approvazione del bilancio non basta

Golino (Cgil): con i privati pericolo esuberi? «È quanto si profila con le scelte del Comune»

[20 novembre 2015]

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Dopo mesi di lenta e dolorosa agonia, ieri è stato approvato il bilancio 2014 di Aamps, la municipalizzata che a Livorno ha in carico i servizi di igiene urbana. Alla fine, nonostante il parere contrario dei sindaci revisori, la perdita di esercizio  contabilizzata ammonta a 11,7 milioni di euro, ai quali si aggiungono 1,1 milioni di euro per perdite accumulate negli anni passati. Chiusa questa partita se ne apre adesso una ancora più gravosa: senza una rapida ricapitalizzazione, l’Aamps si indirizzerebbe verso il fallimento. Da qui a giugno ammontano a 10,7 i milioni di euro necessari all’operazione,  3,8 dei quali dovranno essere conferiti prima della fine dell’anno.

Da qui a fine mese le mosse del Comune labronico saranno decisive per garantire la continuità aziendale, e l’instabilità che ha costantemente attorniato le sorti di Aamps in questi mesi non contribuisce a rasserenare l’ambiente. Nonostante l’approvazione del bilancio, stamani (di fianco alcune foto) circa un centinaio di lavoratori Aamps è sceso in strada per manifestare e chiedere la stabilizzazione di 40 precari.

Sarà l’assemblea del primo dicembre a decidere sulla continuità aziendale, spiega Giovanni Golino – il segretario generale della funzione pubblica Cgil territoriale -, e se per allora il Comune (che è socio unico di Aamps) non avrà immesso capitali freschi, il rischio concreto è che la caduta definitiva sia molto rapida: «Al momento le risorse non sono sufficienti neanche per erogare gli stipendi di dicembre», precisa Golino.

Tra diretti e indotto, attorno all’Aamps ruotano 500 posti di lavoro (con le rispettive famiglie), e un servizio essenziale per la cittadinanza. «Far fallire Aamps e avviare una NewCo aprirebbe la strada per effettuare esuberi e a pagare il costo di scelte politiche sbagliate sarebbero i lavoratori – dichiara Golino – Ancor peggio sarebbe per tutto il mondo dell’indotto, molti rischierebbero di riscuotere soltanto una minima parte del debito che vantano nei confronti di Aamps e questa eventualità metterebbe in ginocchio l’intera filiera del settore sul territorio».

Anche l’ipotesi di una Aamps tutta pubblica che non confluisce in RetiAmbiente, chiariscono dal sindacato, non convince affatto: «La preoccupazione dell’ingresso in RetiAmbiente di partner privati – osserva Golino – era proprio che si determinassero esuberi e fossero tagliati salari e diritti, ma è proprio la situazione che si sta profilando in Aamps con le scelte operate dall’amministrazione comunale».

Una crisi che non è certo attribuibile in toto alla gestione pentastellata, in quanto da anni l’azienda – con il Comune a guida Pd – accumula debiti e difficoltà. Per un netto cambio di rotta è necessario ripartire da questa constatazione, e intervenire sull’efficienza e l’efficacia della gestione. Su questo punto si gioca la discriminante tra un’azienda in salute e una in caduta libera: porre il dibattito contrapponendo il tutto pubblico ai partner industriali privati (comunque sottoposti a controllo pubblico) non pare l’atteggiamento più costruttivo. Aamps, che oggi è tutta pubblica, come purtroppo mostra la cronaca non brilla di certo. Dal piano industriale dell’azienda, del quale ancora non c’è traccia, si attendono risposte improntate alla concretezza.