Accelerata in vista per le bonifiche a Piombino, ferme al palo del Tar

Chiarei: «Tutto questo non confligge con la crisi di Aferpi, l’intervento andrà avanti a prescindere dalle sorti dell’azienda»

[21 dicembre 2017]

Si è svolta ieri presso il ministero dello Sviluppo economico, su input del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, un’importante riunione per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività legate alle bonifiche necessarie per Piombino: sono infatti 50 i milioni di euro destinati nel 2014 per iniziare la bonifica della falda, ma la spesa non è mai stata pienamente effettuata. Durante l’incontro – cui hanno partecipato, oltre alla Velo, rappresentanti del Mise, di Invitalia, del ministero dell’Ambiente, insieme a Gianfranco Simoncini e Edo Bernini per la Regione Toscana e l’assessore Chiarei (nella foto, ndr) per il Comune di Piombino – sono state rappresentate al governo le criticità esistenti per la lentezza dell’attuazione delle operazioni di bonifica e la  necessità di velocizzare le attività, garantendo trasparenza e una migliore comunicazione con le istituzioni locali in modo da informare in modo adeguato il territorio.
«Dalla riunione, che è stata voluta dal sottosegretario Velo e per questo la ringrazio,  sono emerse delle novità importanti – spiega al termine dell’incontro l’assessore all’Ambiente Marco Chiarei – Innanzitutto abbiamo saputo che sono state affidate le due gare di progettazione e di caratterizzazione per le indagini integrative sulla falda. Purtroppo ci sono stati dei ritardi dovuti a un ricorso al Tar in fase di gara che hanno bloccato la procedura. La novità è però che si prevedono dei tempi dimezzati, se tutto va per il verso giusto, per la conclusione delle progettazioni rispetto a quanto stabiliva il cronoprogramma che prevedeva un tempo di due anni. Se non ci saranno intoppi, i tempi si ridurrano a un anno. Si prevede infatti la partenza delle caratterizzazioni da gennaio 2018 in parallelo con la progettazione. Dopo sei mesi potrebbero essere disponibili dati sufficienti per portare a compimento le progettazioni entro fine 2018 e partire con le gare per l’avvio dei lavori da gennaio 2019. Questo naturalmente con la necessaria prudenza. Tutto questo non confligge con la crisi di Aferpi, l’intervento andrà avanti a prescindere dalle sorti dell’azienda».

Anche dalla Regione – tramite Simoncini – è stata evidenziata la necessità che siano ridotti tutti i tempi burocratici in modo che si possa dare corso a questa operazione di bonifica che rappresenta uno degli strumenti fondamentali per garantire non solo la ripresa della siderurgia, ma anche altre opzioni di sviluppo del territorio piombinese. Dall’incontro di ieri è dunque scaturita la decisione di convocare una riunione a Piombino a gennaio per il coordinamento delle operazioni, dopo l’aggiudicazione delle gare per le indagini integrative e la progettazione.

Lo stesso Chiarei – che ha ricordato come ieri il Comune abbia approvato la Variante Aferpi, senza la quale si sarebbe potuto «bloccare tutto» – ha dettagliato che la Regione metterà sin da gennaio a disposizione delle risorse specifiche, anche in termini di personale, per elaborare report di aggiornamento sulla fase operativa. In particolare, il 15 gennaio a Piombino si svolgerà inoltre la prima riunione tecnico operativa con Invitalia, Regione e le ditte che si sono aggiudicate le operazioni di caratterizzazione e di progettazione per l’avvio del lavoro. Sarà quello l’appuntamento in cui si tornerà a discutere anche della questione cumuli, definita dai ministeri come una “priorità” da affrontare. «Non sono quindi né pessimista né ottimista – conclude dunque Chiarei – Il Comune, a fronte di tutto questo, farà la sua parte esercitando un’azione di controllo. Manteniamo un atteggiamento critico per i ritardi che ci sono stati fino a oggi ma al tempo la situazione è in movimento e auspichiamo che vengano rispettati i tempi previsti».

L. A.