Pericolo Plastisfera: veicolo di prodotti chimici tossici e di microbi potenzialmente dannosi per le specie marine

All’Isola d’Elba un workshop sulle buone pratiche per migliorare la governance dei rifiuti urbani e combattere il marine litter

Esperienze italiane e europee e politiche di gestione dei rifiuti a confronto nel primo workshop tematico del progetto Pelagos Plastic Free

[25 giugno 2018]

La Goletta Verde è arrivata a Marciana Marina (Li), il più piccolo comune della Toscana, dove si fermerà fino al 27 giugno e la sua prima giornata all’Isola d’Elba comincia con  il primo workshop realizzato del progetto Pelagos Plastic Free “Buone pratiche per migliorare la governance dei rifiuti urbani e combattere il marine litter”. Un incontro curato da Legambiente, partner del progetto insieme all’associazione francese Expédition MED, che si terrà oggi alle ore 18 presso il Moletto del pesce  e che vedrà la partecipazione di Davide Sabbatin, portavoce di Goletta Verde, e di Gabriella Allori, Sindaco di Marciana Marina, e al quale sono stati invitati sindaci, amministratori ed ESA, che gestisce i rifiuti dell’isola.  Un confronto tra enti locali, operatori e società civile  affinché le buone pratiche già sperimentate nella gestione dei rifiuti urbani con successo, possano essere condivise e replicate con l’obiettivo di combattere il fenomeno dei rifiuti in mare e sulle spiagge e contribuire così a tutelare la salute dei cetacei nel Santuario Pelagos.

Le soluzioni secondo gli ambientali usati ci sono: «Sostituire le cannucce in plastica con quelle in bambù o in mater-bi, vietare la vendita di stoviglie usa e getta, installare compattatori di lattine e bottiglie di plastica nei supermercati, distribuire posaceneri riutilizzabili negli stabilimenti balneari e altro ancora: le iniziative per ridurre la diffusione dei rifiuti nell’ambiente e nel mare possono essere di vario tipo, di immediata realizzazione o attraverso politiche a lungo termine. Importante è tuttavia scegliere le vie più idonee e metterle in pratica rapidamente per frenare il fenomeno del marine litter che minaccia la biodiversità marina e non solo».

Il Cigno Verde ricorda che «La plastica rappresenta tra l’80 e il 90% dei rifiuti dispersi nell’ambiente marino e costiero. Vediamo rifiuti galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge eppure il problema è ben più complesso. Sui fondali oceanici si trovano infatti oltre 100 milioni di tonnellate di rifiuti. A nove anni dal recepimento della Direttiva Europea sulla Strategia Marina l’obiettivo del raggiungimento di “buono stato ecologico” entro il 2020 è ancora molto lontano, mentre è aumentata la consapevolezza che gli impatti sulla fauna marina dei rifiuti plastici sono numerosi e se i principali riguardano l’aggrovigliamento e l’intrappolamento degli esemplari, è l’ingestione a suscitare ulteriore preoccupazione perché può portare a malnutrizione, morte per soffocamento, ostruzione del tratto intestinale, inedia e, ancora, a problemi per il sistema endocrino a causa dell’esposizione alle sostanze tossiche contenute o adsorbite dalla plastica (ftalati, PCB e altre sostanze). Le microplastiche (frammenti più piccoli di 5 mm) possono entrare nella catena alimentare di questi grandi filtratori e esporli ai microorganismi (batteri, alghe, virus, invertebrati microscopici) che colonizzano i rifiuti plastici in mare, la cosiddetta “Plastisfera”, un nuovo ecosistema marino composto da specie potenzialmente patogene».

Sabbadin evidenzia che «La cattiva gestione dei rifiuti a monte è la principale causa della loro dispersione anche in mare – evidenzia il Portavoce di Goletta Verde Davide Per questo è urgente agire in sinergia con le amministrazioni locali, gli operatori del mare e i cittadini, sensibilizzando e diffondendo le pratiche virtuose già realizzate con successo o anche solo avviate e in via di sperimentazione in numerose località italiane e straniere, per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento. I sindaci dell’Elba possono avere in questo senso la funzione di apripista virtuosi per il resto dei comuni costieri d’Italia, annunciando già oggi quali interventi vorranno sperimentare su questa bellissima isola compresa nel Santuario dei cetacei».

Non solo Isole Tremiti Plastic free quindi, con riferimento alla delibera contro le stoviglie in plastica usa e getta che l’arcipelago pugliese di fronte al Gargano ha adottato qualche settimana fa. Tra le numerose iniziative, raccolte in un documento presentato oggi al workshop, c’è chi punta a frenare la diffusione di cicche e mozziconi di sigaretta come nella Riserva di Punta Aderci (Chieti), dove vengono distribuiti ai turisti “cenerini da spiaggia” riutilizzabili da riconsegnare pieni a fine giornata per non diffondere cicche di sigaretta; chi al recupero dei materiali aggiunge la convenienza, come Reggio Calabria che ha sviluppato un progetto per recuperare e compattare lattine e bottiglie di plastica nei supermercati in cambio di crediti da utilizzare per la spesa, o chi ha ingaggiato i pescatori per la raccolta dei rifiuti in mare come avviene in tutto il nord Europa e ora anche in un progetto sperimentato nell’Arcipelago Toscano. Pisa ha puntato alla premiazione (con una panchina in materiali riciclati) degli stabilimenti più virtuosi nella raccolta differenziata, mentre altri hanno contrastato la produzione dei rifiuti favorendo esercizi commerciali con prodotti alla spina e casette dell’acqua diffuse nelle piazze.

Dopo il workshop “Buone pratiche per migliorare la governance dei rifiuti urbani e combattere il marine litter”, è in programma l’aperitivo “Cuore Mediterraneo”, in collaborazione con Ricrea (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio), con cui Legambiente ha lanciato la campagna “Il Cuore del Mediterraneo”. Attraverso la Goletta Verde, “Il Cuore del Mediterraneo” promuove le eccellenze italiane nel campo dell’alimentazione, della cultura e della qualità ambientale, che valorizzano il nostro mare e che contribuiscono all’innovazione del Paese, come le conserve ittiche e vegetali spesso confezionate in scatolette e barattoli d’acciaio riciclabili al 100% e all’infinito.