Amianto in Toscana, le buone intenzioni da sole non bastano

[29 luglio 2013]

Nei giorni scorsi le commissioni regionali Ambiente e Sanità hanno dato il via libera alla proposta di legge Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione di energie alternative. La Pdl prescrive alla Giunta regionale la redazione di un Piano per la mappatura, la bonifica, la messa in sicurezza, lo smaltimento dell’amianto su tutto il territorio toscano.

Gli obiettivi principali del testo sono definire una “disciplina organica” che assicuri la “messa in sicurezza dei manufatti più pericolosi entro il 2016”, favorendo l’utilizzo di “impianti solari in sostituzione delle coperture di edifici” e la “realizzazione di adeguate campagne informative sul problema dell’amianto”.

In base agli obiettivi della Pdl  tutto l’amianto censito e rimosso sarà seguito telematicamente attraverso il Servizio informatico regionale in modo che la tracciatura digitale dell’amianto funzioni da deterrente  alle ecomafie e allo smaltimento illegale. Nel Pdl si ribadisce che tutto l’amianto rimosso in Toscana sarà smaltito in Toscana, quindi la legge prevede incentivi per la realizzazione di appositi siti di stoccaggio. Una novità è rappresentata dal fatto che il percorso di rilevazione è possibile “anche mediante segnalazione” e quindi “i proprietari di immobili contenenti amianto, potranno comunicarne la presenza come condizione per ottenere finanziamenti regionali finalizzati alla rimozione”. Un altro punto qualificante della proposta di legge è quello di incentivare, in raccordo con la programmazione regionale, la sostituzione delle coperture degli edifici contenenti amianto con impianti solari o realizzazioni in bioedilizia e risparmio energetico.

Se il provvedimento (che andrà in aula a settembre) intende, come pare, costituire la base normativa per il nuovo piano regionale di tutela dall’amianto è necessario ribadire alcune considerazioni, al di là delle buone intenzioni della proposta.  Già la Del. C.R. 21 dicembre 1999, n. 385 “L.R. 25/98 art. 9 comma 1 – Piano Regionale di gestione dei rifiuti – secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi” stabiliva che per le discariche regionali avrebbero dovuto essere previsti moduli dedicati allo smaltimento dell’amianto, ma questo provvedimento non è stata mai attuato. Si parla ancora oggi di “siti di stoccaggio”, ma occorre piuttosto definire compiutamente dove e come sarà effettuato lo smaltimento in Toscana dell’amianto rimosso nella nostra Regione, in modo che non finisca all’estero (in Germania), come già avvenuto, o sotto mentite spoglie in discariche non “attrezzate”.

Riguardo poi alla sostituzione delle coperture degli edifici contenenti amianto con pannelli fotovoltaici, rimane un provvedimento positivo anche se non una novità assoluta, considerato che la Regione con la legge 39 del 24 febbraio 2005 (Disposizioni in materia di energia) e il relativo piano di indirizzo energetico regionale (Pier) prevedeva azioni in questa direzione. Quindi, in definitiva, se è presente la volontà di affrontare davvero il problema, al di là di qualche nuovo particolare, basta applicare le norme vigenti e trovare volontà e soldi per fare le bonifiche.