Manifestazione a Roma

Amianto, killer sottovalutato: «Censimenti al palo e bonifiche a rilento»

Legambiente: «Risanamenti urgenti per tutelare la salute dei cittadini»

[8 ottobre 2013]

A 21 anni dalla Legge Amianto, la sua applicazione è ancora parziale e insoddisfacente, mentre la fibra-killer continua a fare vittime. Anche per questo Legambiente ha aderito alla manifestazione nazionale amianto, promossa oggi a Roma dal Coordinamento nazionale amianto che dice: «4.000 morti l’anno per patologie derivate dall’esposizione all’amianto non possono passare in secondo ordine nel mare magnum delle centinaia di problemi che sono presenti nel nostro paese. L’amianto è diffusissimo combinato con il cemento, ma per le coibentazioni è stato utilizzato anche allo stato puro. Dunque continua a costituire un pericolo per tutta la popolazione. Il rischio è moltiplicato in alcuni territori (siti industriali dismessi, cave di minerali che lo contengono, alcune delle quali ancora in funzione) o in relazione a coloro che vi sono esposti: si pensi ai bambini che frequentano scuole con presenza di manufatti in amianto».

La protesta di oggi nasce anche dal fatto che «Dopo molte sollecitazioni da parte soprattutto delle associazioni degli ex esposti si è svolto nel novembre dello scorso anno una Conferenza Nazionale a Venezia organizzata dal ministero della salute, con la partecipazione del ministero dell’ambiente e del lavoro. Ne è uscito un Piano Nazionale che, rimasto senza adeguato finanziamento, è stato bocciato dalle Regioni». Per questo le associazioni chiedono  che nella Legge di stabilità vengano finanziati: Interventi di bonifica per eliminare l’amianto dei Siti di Interesse Nazionale (Sin)  più compromessi che sul totale dei 34.000 siti contaminati sono 380; L’estensione del Fondo per le Vittime dell’Amianto (operante per i lavoratori colpiti da malattie da amianto) a tutti i cittadini ex esposti ugualmente colpiti per esposizioni casalinghe o ambientali; Il riconoscimento delle esposizioni per i lavoratori colpiti da malattie professionali o comunque a rischio di malattia da amianto». La manifestazione ha anche chiesto che il Parlamento discuta le proposte di legge Casson al Senato ed Antezza alla Camera. La manifestazione prosegue dalle 14 alle 17, al teatro dei Servi via del Mortaro dove le associazioni incontrano i parlamentari e gli esperti ed alle  20,30 con la proiezione del film “Trashed” al Teatro Valle Occupato.

Dopo la bonifica, per l’amianto è anche necessario pensare a una destinazione adeguata. Le buone intenzioni in questo caso non bastano, e una soluzione praticabile – anche già individuata a livello normativo – riguarda la creazione di appositi moduli in discarica, che occorre pensare a realizzare in concreto, e non solo come ipotesi “accademica”. Anche quest’aspetto fa parte in pieno del grande problema amianto, che ha ancora dimensioni gigantesche. Secondo il Cnr, prendendo in considerazione solo le onduline di cemento amianto, ci sono oltre 32 milioni di tonnellate di amianto presenti sul territorio italiano. I dati elaborati nel 2012 Legambiente hanno portato alla luce che «Sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici pubblici e privati e 100 milioni di metri quadrati strutture in cemento-amianto, a cui vanno aggiunti 600mila metri cubi di amianto friabile».

Il coordinatore del settore scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, presente alla protesta  davanti a Montecitorio, spiega che «L’amianto è stato messo al bando da una legge del 1992 ma da allora è stato fatto molto poco per rimuovere questa fibra letale dal territorio nazionale e garantire ai cittadini il loro diritto alla salute. Oggi, ancora una volta, torniamo a denunciare il grave ritardo con cui si sta procedendo alla bonifica dei siti industriali e degli edifici contaminati».

Zampetti sottolinea che «E’ lo stesso piano nazionale amianto a porre un extra-incentivo per la sostituzione dell’eternit con il fotovoltaico tra gli strumenti per finanziare e accelerare le bonifiche. Uno strumento cancellato dai recenti conti energia, nonostante abbia portato alla rimozione di oltre 20 milioni di metri quadrati di eternit dai tetti e all’installazione di 2.159 MW da fonti energetiche pulite e rinnovabili. Con un finanziamento di 20,8 milioni di euro l’anno, attraverso questo meccanismo di incentivi che dovrebbe essere ripristinato, si raggiungerebbe l’obiettivo di bonifica di rimozione di 10 milioni di metri quadri di coperture in eternit: un primo passo per il risanamento dell’amianto. Ci auguriamo che finalmente parlamento e governo decidano di mettere in bilancio le risorse necessarie ad avviare gli interventi di risanamento necessari in tutta Italia, insieme alla pianificazione e alla realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei materiali».