Appello a Starbucks: in Italia non utilizzate tazze usa e getta

Lettera a Howard Schultz e appello al Sindaco di Milano di Comuni Virtuosi e ambientalisti

[18 giugno 2018]

In vista della prima apertura italiana di una caffetteria Starbucks, l’Associazione Comuni Virtuosi, Greenpeace, Wwf, Zero Waste Italy, Zero Waste Europe e Reloop, la piattaforma paneuropea multi-stakeholder a sostegno dell’economia circolare. hanno lanciato un appello: «Starbucks dica no a tazze e bicchieri monouso nel locale che aprirà a Milano a settembre, rendendolo un esempio di sostenibilità a livello europeo e mondiale e incidendo così positivamente sulla spesa dei Comuni per gestire i rifiuti».

Nella lettera inviata al direttore esecutivo dimissionario di Starbucks, Howard Schultz, le associazioni chiedono di lasciare in eredità al suo successore Myron Ullman «una rivoluzione verde di Starbucks» che muova i primi passi proprio da Milano, la città che, come ha detto lo stesso Schultz, ha ispirato la creazione della catena di caffetterie. Comuni Virtuosi e ambientalisti sottolineano che «Dire addio a tazze e bicchieri usa e getta rappresenterebbe una decisione che è nel solco di provvedimenti che associazioni non governative, governi locali e nazionali, la Commissione Europea e tanti semplici cittadini auspicano per ridurre l’utilizzo di articoli monouso impattanti e combattere il flagello della plastica nell’ambiente».

Nel mondo ogni anno vengono distribuiti 600 miliardi di tazze in carta o plastica e l’United Naitons environment programme stima che per sostenere questa domanda  di risorse nel 2030 avremo bisogno del 40% in più di legno e fibre di cellulosa.

Comuni Virtusosi spiega che l’idea di rivolgersi a Starbucks si basa sulla consapevolezza della forza di un grande gruppo multinazionale nel dettare le tendenze del mercato: «Un’azienda che conta 28 mila negozi presenti in 77 Paesi ed è frequentata ogni giorno da milioni di persone ha un enorme potenziale per fare la differenza e dare un’importante contributo per fermare la crescente marea di rifiuti da consumo usa e getta».

Ma, perché i modelli circolari diventino realtà, accanto all’impegno di amministratori come quelli dell’Associazione Comuni Virtuosi, infatti, bisogna di ridurre i rifiuti alla fonte: «Fino a quando la produzione di rifiuti non verrà minimizzata alla fonte, attraverso la progettazione dai governi locali e nazionali  di prodotti e servizi circolari, gli sforzi e le risorse economiche investiti dai governi locali e nazionali continueranno ad essere utilizzati per alleviare il sintomo di un problema, senza affrontarne le cause. I costi di gestione dei rifiuti assorbono una parte significativa del budget dei nostri comuni (finanziata dai contribuenti) che potremmo destinare invece ad altri progetti sociali e ambientali fortemente necessari alle nostre comunità«, si legge nella lettera inviata a Schultz.

Le associazioni esprimono anche «apprezzamento per gli sforzi di Starbucks sul piano della sostenibilità, attraverso la promozione della sua tazza riutilizzabile da passeggio, il disincentivo all’utilizzo della tazza monouso con un addebito di 5 penny applicato in alcune caffetterie di Londra, e per le importanti risorse finanziarie stanziate nel progetto NextGen Cup Challenge per sviluppare tazze usa e getta che possono essere riciclate o compostate», ma giungono che «Il punto, però, è che il perseguimento di una politica aziendale principalmente volta al riciclo – invece che al riutilizzo- non elimina il consumo di materie prime, non evita impatti ambientali come la produzione di scarti ed emissioni e neppure i costi di gestione dei rifiuti che ricadono sui governi locali».

Nella lettera viene ricordato anche il caso della catena britannica Boston Tea Party che, da questo mese a eliminato tazze e bicchieri usa e getta nei suoi negozi, confermando la fattibilità di un passaggio a contenitori riutilizzabili. « In Italia potremmo evitare qualsiasi tipo di azione correttiva ex post partendo con il piede giusto, servendo cioè bevande, aperitivi in stoviglie di ceramica, vetro o in contenitori da passeggio riutilizzabili. Combinando così  in un’offerta molto più sostenibile la miscela di caffè americano appositamente sviluppata per l’Italia e la nostra tradizione nel bere il caffè»,

Le asociali ni concludono: «Riponiamo fiducia nel fatto che il sindaco di Milano Giuseppe Sala voglia farsi portatore del nostro appello con la sua giunta, nell’interesse dei suoi concittadini e del decoro urbano della città».