Arcipelago pulito: missione compiuta. I pescatori livornesi hanno raccolto 16 quintali di rifiuti plastici

Il modello per la legge che darà la possibilità ai pescatori di riportare e smaltire in porto i rifiuti raccolti durante la quotidiana attività di pesca

[31 ottobre 2018]

Arcipelago Pulito, il progetto per una filiera del mare senza rifiuti di Regione Toscana, Legambiente ed Unicoop Firenze, che si è concluso il 30 settembre con l’inizio del fermopesca, dopo 6 mesi di attività, era partito come iniziativa locale e si è subito trasformata in un esempio da seguire a livello nazionale ed europeo  e per la legge Salvamare  fortemente voluta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa, che punta, fra le altre cose, a ripulire il mare dai rifiuti.

Arcipelago pulito nasce dalla presa di coscienza del fenomeno del marine litter. Ogni anno nel mondo vengono prodotti 280 milioni di tonnellate di plastica, che raddoppieranno da qui al 2050. Una buona parte finisce in mare, generando danni incalcolabili all’intero eco-sistema della flora e della fauna. Il mar Mediterraneo, in quanto semichiuso, è particolarmente esposto al fenomeno del Marine Litter: si stima che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica sparsi per tutto il Mare Nostrum, di cui oltre il 95% risultano di plastica. Sono invece quasi solo di plastica (99%) i rifiuti che si trovano sulle spiagge, in media quasi 700 oggetti ogni 100 metri.

Alla Cooperativa Labronica di Livorno si è tenuto  l’incontro conclusivo di  Arcipelago Pulito e ai i pescatori che hanno partecipato al progetto e raccolto complessivamente 16 quintali di rifiuti plastici, è stato consegnato l’incentivo economico proposto da Unicoop Firenze e finanziato attraverso parte del ricavato della vendita delle buste in mater B per l’ortofrutta. Ai pescatori livornesi è andato anche un attestato di partecipazione come ulteriore ringraziamento «per aver contribuito a dimostrare che la sfida di ripulire il mare dai rifiuti in plastica, il cosiddetto Marine Litter, è possibile».

Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, ha ricordato che «Arcipelago pulito, la filiera per un mare senza rifiuti, che va dalla raccolta del rifiuto in mare fino al suo trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo, nasce infatti a inizio 2018 dal rapporto quotidiano di Unicoop Firenze con i pescatori che forniscono alla cooperativa il pescato che viene venduto nei punti vendita. Quando i pescatori hanno raccontato che insieme al pesce dell’Arcipelago Toscano capitava spesso di tirare a bordo rifiuti e soprattutto plastica, Unicoop Firenze ha proposto di trovare una soluzione che impedisse il “ritorno” in mare dei rifiuti e potesse invece garantirne il corretto smaltimento e quando possibile il riciclo. Al progetto la cooperativa ha destinato, sotto forma di incentivo e premio per i pescatori che si sono impegnati nella sperimentazione, parte del ricavato del centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-b dell’ortofrutta».

Anche i pescatori livornesi che hanno partecipato a Mare Pulito sono molto soddisfatti, «sia per il risultato raggiunto in questi mesi, sia per le aspettative per la legge nazionale in arrivo, che mira a rendere più pulito il loro ambiente di lavoro». I pescatori hanno detto di essere «orgogliosi di aver dimostrato che una pratica tanto semplice quanto importante per la salute del mare potrà diventare legge anche grazie al loro impegno».

A Unicoop Firenze concludono: «Arcipelago Pulito è nato come una sfida, quella di colmare un vuoto normativo che trasformava i pescatori che durante la quotidiana attività di pesca tiravano a bordo i rifiuti in produttori di rifiuti speciali e di fatto li obbligava a ributtare a mare la plastica pescata. Avevamo l’obiettivo di dimostrare che un’altra strada era possibile e siamo riusciti ad organizzare una filiera che è stata presa come esempio a livello internazionale e sta producendo una normativa nazionale che ne ripropone il funzionamento, Oggi vediamo la soddisfazione dei pescatori e siamo molto soddisfatti anche noi. Come cooperativa di consumatori, ma anche come comunità di cittadini aver inaugurato una buona pratica che contribuisce alla tutela dell’ambiente ci rende orgogliosi. E da oggi anche più consapevoli del nostro ruolo, che deve essere quello di mettere in modo meccanismi virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente. Lo facciamo cambiando i nostri modelli produttivi per andare verso prodotti più amici dell’ambiente, lo facciamo sensibilizzando i nostri soci e clienti e lo facciamo proponendo nuove buone pratiche ecologiche».