Armi chimiche siriane a Gioia Tauro, ecco ora cosa sta succedendo

Green Cross: «Passo fondamentale per la distruzione in sicurezza»

[3 luglio 2014]

A Goia Tauro sembra essere filato tutto liscio per il temuto trasferimento delle di componenti delle armi chimiche siriane, che da bordo dello scortatissimo cargo danese Ark Futura sono state spostate sulla “Cape Ray”, un’unità navale statunitense che dovrebbe inertizzarle e poi inabissarle nel Mediterraneo. I primi container a essere trasferiti sulla Cape Ray dalla Ark Futura, contengono elementi di “priorità uno”, comprese oltre 20 tonnellate di iprite.

Il direttore generale dell’Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (Opcw), Ahmet Üzümcü, ha espresso la sua gratitudine al governo italiano per aver offerto l’uso del porto di Gioia Tauro ed ha anche elogiato la professionalità e l’efficienza di tutto il personale coinvolto in questa operazione

Secondo il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, «L’Italia ha dato prova di grande efficienza in questa delicata operazione di sicurezza internazionale, che presentava anche importanti aspetti legati alla salvaguardia ambientale, affrontati con la massima professionalità. Quello che è avvenuto nel porto di Gioia Tauro – mette in evidenza l’eccellenza delle strutture portuali italiane e le alte competenze di tutto il personale impegnato nelle operazioni, che ringrazio a nome del governo. Lo scalo di Gioia Tauro ha conquistato un’attenzione internazionale che può rappresentare un volano per il rilancio del territorio calabrese».

L’unità militare statunitense, grazie a due “Field deployable hydrolysis system (Fdhs)”, un particolare sistema di idrolisi all’interno di un reattore chimico di titanio messo a disposizione dall’esercito Usa,  “neutralizzerà” le molecole tossiche nel Mediterraneo nel corso dei prossimi 2-3 mesi, 60 giorni secondo fonti della marina Usa. Paul Walker, direttore del programma sicurezza e sviluppo sostenibile di Green Cross International e coordinatore della Coalizione per la Convenzione per la proibizione delle armi chimiche, spiega che «Il processo di neutralizzazione è ben noto e già ampiamente utilizzato da Stati Uniti, Russia e altri Paesi. Con acqua e soda caustica gli agenti chimici verranno trasformati in altre sostanze ma poi sarà necessario un ulteriore trattamento per eliminare ulteriormente la tossicità degli effluenti. Questo processo secondario si svolgerà in Germania, Finlandia e Stati Uniti, che riceveranno circa 6.000 tonnellate di effluenti».

Il viaggio dell’Ark Futura prosegue per la Gran Bretagna dove scaricherà il resto dei componenti chimici di “Priorità 1” siriani che verranno distrutti in un impianto ad Ellesmere Port. Poi salperà per la Finlandia dove a Riihimaki.saranno distrutti alcuni componenti “Priorità 2”.

Il secondo cargo, Taiko, battente bandiera norvegese, ha già consegnato una partita di prodotti di “Priorità 2” a Riihimaki ed ora si sta dirigendo verso Port Arthur, in Texas,dove verranno distrutti i rimanenti componenti di “Priorità 2“

Üzümcü ha detto che «Un team di ispettori Opcw rimarrà a bordo della Cape Ray per tutte le operazioni di neutralizzazione, per verificare che le sostanze chimiche vengano distrutte in conformità con le rigorose disposizioni della Convenzione sulle armi chimiche, comprese quelle per la sicurezza e la sicurezza delle persone, come previsto dall’articolo IV, paragrafo 10: “Ogni Stato Parte, durante il trasporto, il campionamento, lo stoccaggio e la distruzione delle armi chimiche, assegna la massima priorità al  garantire la sicurezza delle persone ed alla protezione dell’ambiente”. Prima che la Capo Ray lasciasse gli Stati Uniti per il Mediterraneo per intraprendere questa missione, gli esperti Opcw si sono assicurati che le unità Fdhs, le modalità di stoccaggio, nonché misure per garantire la sicurezza dell’equipaggio e prevenire ogni possibile fuoriuscita di sostanze chimiche fuori dalla nave, soddisfacessero gli elevati standard per la sicurezza e la sicurezza delle persone della Convenzione».

Anche Green Cross, l’associazione ambientalista internazionale presieduta da Michail Gorbaciov aveva accolto con favore l’arrivo nel porto della Cape Ray, che ha imbarcato circa 560 tonnellate di iprite (il famoso gas mostarda usato nella prima guerra mondiale) e precursori chimici dei gas nervini provenienti dagli arsenali siriani del regime di Bashi al Assad. Per l’Ong si tratta di «Un importante passo avanti per liberare il mondo dalle armi chimiche».

Il presidente di Green Cross Italia, Elio Pacilio, ha sottolineato che  «L’offerta da parte dell’Italia di utilizzare il porto di Gioia Tauro sottolinea il suo impegno a lavorare per una soluzione pacifica alla crisi siriana e per eliminare le armi di distruzione di massa in tutta la regione. Per questo, mi congratulo con il Governo italiano, gli abitanti di Reggio Calabria, i cittadini di San Ferdinando e gli operai portuali di Gioia Tauro per la loro disponibilità a partecipare a questo passo fondamentale, verso una regione mediterranea più pacifica e meno pericolosa».

Walker  si è detto «Fiero dello sforzo internazionale per eliminare le scorte di armi chimiche della Siria» e si è complimentato con tutte le parti interessate, «In particolare con l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), le Nazioni Unite e gli Stati Uniti». Ma ha anche sottolineato la necessità di una regolare diffusione delle informazioni: «Tutti abbiano bisogno di aggiornamenti regolari  sul processo di idrolisi, nonché sul successivo smaltimento a terra, per evitare inutili allarmismi, polemiche e opacità. Importante è, inoltre, conoscere i contenuti dell’accordo tra Onu e Governo italiano».