Riceviamo e pubblichiamo

Ato Costa, Marconcini: «Non conviene a nessuno arrestare il processo per il gestore unico»

[27 ottobre 2015]

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Il sindaco di Livorno Nogarin ha dichiarato in una recente intervista che non solo non realizzerà la terza linea dell’inceneritore dei rifiuti del Picchianti, ma spegnerà anche le prime due linee. E poi ha detto al sindaco di Pisa, Filippeschi che è bene che racconti ai propri cittadini il disastro ambientale di Ospedaletto. E ancora lo ha garbatamente invitato a non mettersi in testa di poter venire a Livorno a costruire impianti per incenerire i rifiuti di Pisa. Se li bruci a casa sua.

Ragioniamo. Se Nogarin vuol spegnere l’inceneritore del Picchianti, può farlo. In qualche modo il piano straordinario dei rifiuti di ATO Costa glie ne dà, purtroppo, la possibilità e poi il Sindaco di Livorno è lui. Rinuncia ad investimenti importanti di cui la comunità di ambito poteva farsi carico, ma tant’è.

Per quanto riguarda però il disastro ambientale di Ospedaletto, Nogarin stia nel suo e usi più a ragion veduta le parole. Quale disastro ambientale? A noi non risulta nessun disastro ambientale. Né mai gli enti di controllo, Provincia, Arpat, Usl hanno certificato una simile sciagura. La Protezione Civile risulta forse allertata? Ci sono stati lievi sforamenti, pochissimi nel corso di quarant’anni, da quando l’inceneritore e termovalorizzatore di Ospedaletto è stato costruito e ristrutturato, a cui la società di gestione dei rifiuti pisana, oggi Geofor, ha sempre, puntualmente provveduto, ripristinando prontamente le condizioni ottimali di sicurezza.

Oggi l’impianto è dotato di tecnologie di rilevazione dei fumi e di filtri a manica catalitici, i migliori sul mercato, e le emissioni stanno tranquillamente al di sotto delle misure previste per legge a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori.

L’impianto di Ospedaletto brucia circa 50 mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati di Pisa e dell’area pisana con cui produce energia per oltre 9 milioni di KWh.

Oltretutto il Comune di Pisa, con grande apprezzamento di Geofor, ha commissionato al Cnr un’ulteriore analisi epidemiologica della zona industriale di Ospedaletto (una prima fu fatta tempo fa e non rivelò particolari pericolosità).

Non so quante città fanno questo. Non so, davvero, se il Comune di Livorno abbia fatto altrettanto per le sue zone industriali. Ne sarei contento perché credo nel progresso, non sono un catastrofista e sono abituato a parlare solo quando ho dati o rilievi scientificamente attendibili.

Mi permetto di dire che il Sindaco di Pisa ha fatto, giorni addietro, un’analisi ineccepibile della situazione relativa al percorso di gara per il gestore unico dei rifiuti dell’Ato Costa a cui mi pare che il Sindaco di Livorno risponda assai male.

È innegabile che sia necessario ridurre ad una le troppo numerose aziende che si occupano dei rifiuti nella nostra area vasta. Gli altri ATO della Toscana lo stanno facendo perché non noi?

E non solo per tentare di unificare e ridurre tasse e tariffe, ma per raggiungere le percentuali previste per legge di raccolta differenziata e realizzare i necessari e moderni impianti per il trattamento dei rifiuti, a partire da quelli differenziati. Non so a che percentuale di raccolta differenziata si trovino Livorno e l’area livornese. Ho letto che Nogarin annuncia il passaggio a porta a porta per la raccolta dei rifiuti e per questo ha ottenuto contributi dal Gassificatore. Bene. Perché per passare dalla raccolta stradale a quella domiciliare qualcosa bisogna spendere.

L’Aamps non ha ancora approvato il bilancio e non si è potuta sottoporre all’analisi dei periti incaricati dall’Ato per la gara del gestore, come hanno fatto le altre aziende. Ha invece fatto ricorso contro l’esistenza stessa dell’Ato. Mi sembra tra l’altro di aver letto che il Sindaco di Livorno, che di Aamps rappresenta la proprietà, rivendica l’in house, il tutto pubblico per il futuro gestore, in contrapposizione al percorso di gara stabilito dagli altri Comuni, che punta alla realizzazione di una società mista pubblico/privata, a maggioranza pubblica. Oltretutto le sue dichiarazioni, sopra riportate, non sembra depongano a favore della costruzione solidale di un percorso comune tra le altre città dell’Ato. Insomma si chiama fuori. Vuol fare da sé?

L’Aamps è già un’azienda tutta pubblica. E quindi va bene per definizione?

Mi pare di aver letto, purtroppo, che il nuovo presidente dichiara una perdita del conto economico per circa venti milioni di euro tale da assorbire interamente il capitale sociale. Dieci, se abbiamo capito bene, sono crediti dell’ex TIA, cioè tariffe non pagate dagli utenti e non riscosse. E, dato che poche aziende hanno accantonato congrui fondi di svalutazione crediti per questa evenienza, tale importo potrà essere spalmato, come da nuova normativa, sulla Tari, l’attuale tassa dei rifiuti, dei cittadini livornesi. Per la loro gioia. E d’altra parte ciò pare inevitabile. Una parte dei debiti chi li ha fatti, li paghi; altrimenti il nuovo gestore partirebbe subito male. Restano altri 10 milioni per risanare il bilancio.

Converrebbe più all’Ato Costa che al Comune di Livorno, diciamo la verità, l’autonomismo del Sindaco Nogarin e della “sua” Aamps.  Mi pare che anche i lavoratori dipendenti della società abbiamo espresso forti e ragionevoli preoccupazioni in questi giorni.

Tra l’altro forse il Sindaco di Livorno non tiene presente i dettami della Circolare Orlando, recepita dalla direttiva della Regione Toscana, in merito ai rifiuti indifferenziati che non possono più essere conferiti in discarica. Mi auguro davvero che Livorno differenzi tutti e subito i propri rifiuti perché se restasse per caso un po’ di indifferenziato, chiudendo il “suo” inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia, dovrà per forza inviarli ad impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico). E i costi salgono perché l’incenerimento e relativa valorizzazione energetica, che sono consentiti dalle norme succitate per tali rifiuti, rappresentano di gran lunga il costo più basso rispetto al costosissimo trattamento nei TMB.

Il tema dei rifiuti è complesso, penso che nessuno lo possa affrontare da solo e non solo per il rispetto delle leggi che la Regione Toscana si è data, ma anche perché i nostri impianti, specie quelli di ATO Costa, sono vecchi. Abbiamo bisogno di investimenti e dobbiamo ricapitalizzare le nostre aziende senza gravare sui bilanci dei Comuni, la raccolta differenziata va innalzata, si deve aumentare la quantità di rifiuti avviati a riciclo e le tasse vanno rese più giuste e puntuali. Solo unendo le risorse in maniera solidale e ponendoci obbiettivi comuni possiamo far fronte ai problemi comuni.

Per questo il percorso per il gestore unico va portato avanti dopo anni di colpevoli ritardi. Conviene anche a Livorno farne parte, ma non conviene a nessuno né ai Comuni, né ai cittadini, né ai lavoratori coinvolti arrestarlo.

di Paolo Marconcini, presidente Geofor Spa