In attesa di Piombino, nessun sito italiano tra gli impianti Ue per il “riciclaggio delle navi”

Sono 18 gli impianti ritenuti idonei allo scopo dall'Unione europea, ma ad oggi neanche uno si trova in Italia

[21 dicembre 2016]

È stato pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale europea il primo elenco degli impianti europei di “riciclaggio delle navi” (questa la definizione offerta dalla legislazione comunitaria) che soddisfano i requisiti stabiliti a partire dal regolamento Ue del 2013, definiti con lo scopo di rafforzare la sicurezza, la protezione della salute umana e la tutela dell’ambiente marino dell’Unione durante l’intero ciclo di vita della nave.

Tra 20 giorni la decisione europea – che prevede 18 impianti a norma sparsi tra Belgio, Danimarca, Francia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, ma nessuno in Italia – diventerà operativa, offrendo così un quadro normativo rinnovato per quanto riguarda il “riciclaggio delle navi”. Concretamente, si tratta di quel complesso di operazioni volte a “l’attività di demolizione completa o parziale di una nave” al fine di “recuperare componenti e materiali da ritrattare, preparare per il riutilizzo o riutilizzare, garantendo nel contempo la gestione dei materiali pericolosi e di altro tipo, che comprende le operazioni connesse come lo stoccaggio e il trattamento di componenti e materiali sul sito, ma non il loro ulteriore trattamento o smaltimento in impianti separati”.

La speranza è che l’elenco venga presto aggiornato, ricomprendendo anche il polo per la demolizione navale in realizzazione a Piombino, all’interno di 103.295mq di aree portuali date in concessione per i prossimi 40 anni alla Pim – Piombino industrie marittime: l’azienda dovrebbe avviare la propria attività a partire dalla seconda metà del 2017.

«Quello che Pim realizzerà a Piombino – fu il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in occasione della firma per la concessione delle aree portuali, avvenuta lo scorso settembre – sarà l’unico polo portuale del Mediterraneo per demolizioni, manutenzioni e refitting navali conforme alle normative europee». Uno sforzo appoggiato a livello istituzionale non solo dalla Toscana ma anche dal governo nazionale, e per il quale si attende – una volta terminata la concreta realizzazione del polo a Piombino – il riconoscimento Ue.

Nel frattempo, sempre sulla Gazzetta ufficiale di ieri e conformemente al regolamento del 2013 sul “riciclaggio delle navi”, sono stati pubblicate altri quattro provvedimenti distinti riguardanti una serie di formulari necessari all’attività: il certificato di idoneità al riciclaggio, la dichiarazione di completamento del riciclaggio, la notifica del previsto inizio del riciclaggio, il certificato relativo all’inventario dei materiali pericolosi rilasciato.

di Eleonora Santucci e Luca Aterini