I benefici dell’economia circolare in Toscana

Gli obiettivi del piano regionale di gestione rifiuti porteranno benefici ambientali, economici e sociali

[9 dicembre 2016]

Si è tenuto venerdì 25 novembre a Il Fuligno, a Firenze, il primo Forum del riciclo, organizzato da Legambiente con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione di Publiambiente, Revet e RIMateria.

L’iniziativa si propone di divenire un appuntamento annuale durante il quale discutere di riciclo ed economia circolare.

Molti gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, dell’impresa, dell’associazionismo e del sindacato. Tra i più interessanti quello di Orsola Bolognani di Ambiente Italia.

La relatrice ha illustrato gli scenari al 2020, partendo dalla pianificazione che si è data la Regione Toscana nel proprio piano regionale gestione rifiuti (di seguito PRGR) approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 94 del 2014. Si tratta, in sostanza, dello strumento con cui si definiscono, a livello regionale, le politiche integrate in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare.

Gli obiettivi posti dalla Regione Toscana, pur non essendo particolarmente ambiziosi, risultano molto concreti.

Si tratta, in sintesi, del

raggiungimento di almeno 20 kg/abitante/anno di riduzione dei rifiuti pro-capite rispetto al 2011,

conseguimento del 70% di raccolta differenziata e del 60% di riciclo effettivo,

recupero energetico del 20% dei rifiuti totali (al netto degli scarti da RD),

avvio a discarica ridotto al 10% dei rifiuti totali (sempre al netto degli scarti da RD).

I margini di miglioramento esistono, soprattutto su certe tipologie di rifiuti come RAEE, ingombranti, ma anche pannolini e pannoloni, questo potrebbe portare a conseguire anche obiettivi più ambizioni di raccolta differenziata e riciclo effettivo.

I potenziali benefici ambientali possono essere calcolati in termini di riduzione della CO2, mentre quelli economici sono legati alla crescita del valore della produzione nel settore della gestione dei rifiuti urbani, i benefici sociali incidono invece sulla crescita occupazionale, soprattutto nel settore della gestione dei rifiuti urbani.

L’analisi evidenzia che il pieno conseguimento degli obiettivi del PRGR al 2020 metterebbe a disposizione dell’economia regionale toscana oltre 1 milione di tonnellate di materie seconde, porterebbe alla riduzione delle emissioni climalteranti di 1,2 milioni di tonnellate annue (pari al 3,5 % delle emissioni climalteranti totali nella nostra regione), genererebbe una crescita economica pari a 1.500 milioni di euro e creerebbe quasi 3000 nuovi posti di lavoro netti.

Per rendere l’economia circolare, bisogna puntare soprattutto su:

intercettazione di flussi di rifiuti,

introduzione di una tariffazione puntuale sui rifiuti,

realizzazione/potenziamento dei centri comunali di raccolta rifiuti di particolari tipologie, es gli ingombranti,

evoluzione impiantistica,

individuazione di mercati per i materiali riciclati,

creazione di legami/punti di incontro tra attività di gestione rifiuti ed industria manufatturiera,

sensibilizzazione verso nuovi modelli di consumo, che prediligano i prodotti riciclati,

potenziamento della sharing economy,

implementazione degli acquisti verdi, il cd GPP,

definizione di criteri certi per l’End of Waste.

Tutto ciò necessita di interventi e politiche mirate, soprattutto:

politiche industriali innovative con investimenti anche di grossa portata negli impianti industriali,

politiche pubbliche in grado di sostenere questo processo innovativo verso l’economia circolare.

Arpat – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana