Biogas, ecco come i reflui zootecnici possono trasformarsi in energia rinnovabile e fertilizzanti

Alta Valle dell’Isarco: trattati oltre 30mila tonnellate di reflui, prodotti 4 milioni di kilowatt

[10 luglio 2017]

«Oltre 30 mila tonnellate trattate di reflui zootecnici prodotti dalle aziende locali, che sono state trasformate in energia elettrica rinnovabile pari a 4 milioni di kilowatt e in un’identica quantità di energia termica utilizzata per l’essiccamento del digestato, producendo in questo modo un fertilizzante naturale e inodore». Sono i numeri del primo anno di attività di Biogas Wipptal, l’impianto di Val di Vizze nato dall’iniziativa di 62 allevatori dell’Alta Val d’Isarco; una realtà pressoché unica in Europa e che, per quanto riguarda il trattamento del digestato, è stata inserita nei progetti italiani che beneficiano degli incentivi europei del Programma Life+ per la tutela ambientale derivante dall’impianto, che consente il trattamento dei reflui zootecnici, inevitabilmente prodotti dagli allevamenti della zona, e il loro riutilizzo controllato nella viticoltura e frutticoltura dell’Alto Adige.

Alla Biogas Wipptal piegano che «I reflui zootecnici trattati – 60% letame e 40% liquame – hanno prodotto un quantitativo di energia tale da comportare un risparmio di 900 tonnellate equivalenti di petrolio e, dopo un solo anno di attività, l’impianto sta già producendo un quantitativo di energia pari al 50% delle proprie capacità, con l’obiettivo di entrare a pieno regime nei prossimi mesi.  Grazie a Biogas Wipptal – seguito nell’intero percorso dallo studio legale Ambientalex – le imprese agricole della zona hanno evitato di ridurre i capi di bestiame in esubero scendendo al di sotto della soglia critica di sopravvivenza, dal momento che il tradizionale spandimento dei reflui zootecnici, anche per la ridotta disponibilità di terreni, non rientra più negli stringenti canoni dettati dalle Direttive europee. In questo modo si è scongiurato il rischio della moria dei masi e di un patrimonio di antichissime tradizioni, ma non solo: lo stoccaggio del digestato aiuta a ridurre i costi e i fastidiosi odori derivanti dallo spargimento dei reflui zootecnici (soprattutto nella stagione turistica), che vengono neutralizzati grazie alla conversione di parte del digestato in concime. Per la sua consistenza, il digestato può penetrare velocemente nel terreno e fornire rapidamente nutrimento alle piante: questo riduce l´ingresso di nitrati nelle acque sotterranee, rispettando in questo modo le Direttive europee; si ottiene inoltre un fertilizzante di alta qualità che può essere utilizzato dai coltivatori di frutta e vino in sostituzione dei fertilizzanti chimici».

Un progetto che ha attirato altri partner, come la cantina di Tramin, la libera Università di Bolzano e l’Università di Torino, note per i loro progetti di ricerca sull’agricoltura di montagna, mentre la tedesca Zunhammer ha realizzato un prototipo di transporter agricolo altamente tecnologico per lo spargimento ad alta precisione del fertilizzante sui terreni alpini.

Nell’ottobre 2016, la Germania ha scelto Biogas Wipptal come unica realtà italiana che contribuirà, per conto del governo federale di Berlino, a identificare le migliori tecniche disponibili nel settore della gestione degli effluenti dalla tenuta di bovini per la produzione di latte. Ad Ecomondo 2016 a Rimini, Biogas Wipptal ha vinto il Premio Sviluppo Sostenibile nella categoria “Energia da Fonti Rinnovabili” per aver realizzato «Un progetto industriale assolutamente innovativo in pieno spirito di economia circolare con alte possibilità di diffusione». Il 13 giugno la Direzione generale ambiente della Commissione europea ha valutato positivamente «un impianto innovativo e ambizioso, che è stato realizzato con una particolare attenzione alla qualità degli equipaggiamenti e alla loro efficienza sia energetica che produttiva».

Secondo  Giuseppe Francesco Marinello, presidente della Commissione ambiente del Senato, «Il modello Biogas Wipptal per la gestione dei reflui zootecnici rappresenta un virtuoso esempio di economia circolare; si tratta di una soluzione che può essere esportata in diversi territori a vocazione agricola che hanno la necessità di proteggere la natura, il turismo e l’economia locale. L’impianto è una realtà in linea con le future politiche ambientali europee e dimostra come innovazione e tecnologia, già oggi, giochino un ruolo fondamentale per salvaguardare la preziosa biodiversità del territorio italiano».

Il Vice presidente del Consorzio italiano biogas, Angelo Baronchelli, conclude: «Biogas Wipptal rappresenta un unicum nel panorama italiano, poiché si tratta di un impianto di grandi dimensioni che trasforma in energia elettrica, calore e digestato i reflui zootecnici di decine di piccoli allevatori in zone ad alta sensibilità ambientale e turistica. Per questo crediamo che le soluzioni e le pratiche adottate possano essere di interesse anche per altri territori che faticano a bilanciare la sostenibilità ambientale ed economica dell’agricoltura e dell’allevamento».