Bonifiche, ecco cos’ha fatto il ministero dell’Ambiente per i Sin nel 2014

Il ministro dell’Ambiente Galletti: «Noi veloci, ora regole più semplici». Ma servono i soldi

[19 agosto 2014]

Il ministero dell’Ambiente dà oggi i numeri di un settore critico per il futuro industriale del Paese, quello delle attività istruttorie per la bonifiche necessarie dei Siti di Interesse Nazionale (Sin). «Quasi una Conferenza dei Servizi al giorno. Nei primi sette mesi dell’anno – comunicano dal ministero – dal 1° gennaio al 1° agosto, sono stati predisposti 62 decreti per progetti di bonifica delle aree “Sin”: 51 di approvazione, 8 di autorizzazione di avvio dei lavori, 3 di approvazione dei progetti di dragaggio. Oltre il doppio, dunque, rispetto all’intero 2013, in cui i decreti erano stati 26 (11 di approvazione, 12 di autorizzazione avvio lavori e 3 di approvazione progetti di dragaggio). E ancora più significativo è il confronto dal 2000 ad oggi: in questi primi sette mesi, infatti, è stato predisposto il 23% della totalità dei decreti. Sempre nei primi sette mesi dell’anno, si sono tenute 112 Conferenze dei Servizi (65 istruttorie e 47 decisorie, quasi una al giorno) nel corso delle quali sono stati esaminati progetti di interventi di bonifica per circa 600 ettari».

Sono state completate le caratterizzazioni in alcuni Sin e incrementate  le percentuali sia delle aree a terra per le quali sono stati approvati progetti di bonifica sia delle aree liberate e restituite agli usi legittimi. La caratterizzazione è stata completata per i Sin di Manfredonia; Cengio e Saliceto; Massa e Carrara; Balangero; Pieve Vergonte; Sesto San Giovanni; Fidenza; Laguna di Grado e Marano; Cogoleto; Bari Fibronit; Biancavilla; Livorno; Emarese; Broni; Gela e Pioltello – Rodano.

Sono stati approvati progetti di bonifica per la totalità delle aree di Cengio-Saliceto e Pieve Vergonte; per il 93% di Broni; per il 92% di Fidenza; per il 73% di Bari Fibronit; per il 55% di Venezia- Porto Marghera; per il 47% di Sesto San Giovanni; per il 46% di Trento Nord; per il 40% di Emarese; per il 36% di Pioltello – Rodano; per il 26% di Crotone; per il 24% di Napoli Bagnoli-Coroglio; per il 22% di Massa e Carrara e Cogoleto; per il 16% di Napoli Orientale; per il 15% di Laguna di Grado e Marano eTrieste; per il 13% di Priolo ed, infine, per il 12% di Brescia Caffaro.

Circa 4.290 ettari sono stati liberati e restituiti agli usi legittimi: l’85% delle aree della Val Basento; il 19% di Milazzo; il 18% di Manfredonia; l’11% di Crotone; l’8% di Fidenza; il 7% di Priolo, Taranto e Trieste; il 6% di Sesto San Giovanni; il 5% di Venezia- Porto Marghera; il 4% di Piombino e Porto Torres; il 3% di Laghi di Mantova e il 2% di Laguna di Grado e Marano.

All’attività istruttoria sulle bonifiche prodotta dal va aggiunta anche quella della riperimetrazione, su richiesta delle Regioni interessate, delle aree di 5 Sin: “Laguna di Grado e Marano”, “Venezia (Porto Marghera)”, “Massa e Carrara”;“Livorno” e “Napoli Bagnoli Coroglio”.

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti conclude: «Sulla sicurezza ambientale, che vuol dire salute per i cittadini e difesa del nostro territorio vogliamo andare veloci e fare bene. Nel decreto-legge 91 abbiamo introdotto una procedura accelerata e facilitata per le bonifiche, nel pieno rispetto degli standard ambientali. C’è bisogno di regole più semplici, e su questo il governo sta mettendo massimo impegno, ma anche di una maggiore collaborazione e responsabilità da parte di tutti i protagonisti del procedimento, visto che non sempre alle decisioni prese corrisponde un incremento delle attività di bonifica, come del numero delle aree risanate e restituite agli usi legittimi».

Resta però un problema non da poco: per le bonifiche non serve solo la buona volontà e la velocità, servono anche i soldi… e molti. E, se è vero che le regole devono essere più semplici, proprio per questo è ancora più vero che devono essere fatte rispettare con controlli stringenti sul territorio.