Bracconieri in discarica: spari anche all’interno degli impianti di Scapigliato

Rea Impianti: «Episodi francamente privi di ogni senso, gravissimi e pericolosi»

[25 settembre 2018]

Alcuni bracconieri hanno tagliato la rete di recinzione che circonda la Rea Impianti, in località Scapigliato (Rosignano Marittimo), per poi introdursi furtivamente nel perimetro aziendale e sparare: ieri mattina – a circa 100 metri dentro la recinzione tagliata – sono stati infatti due bossoli sparati con un fucile calibro 12, che testimoniano l’illegale intrusione, quasi certamente avvenuta la mattina di domenica, l’azione di caccia, ed il conseguente grave rischio di poter determinare incidenti.

Probabilmente è la presenza di numerosi fagiani, di alcune lepri e di due caprioli, che ormai stabilmente da alcuni anni vivono all’interno degli impianti di Scapigliato, che ha indotto qualche scellerato a quest’atto di bracconaggio. «Episodi francamente privi di ogni senso – sottolineano dalla Rea Impianti –, gravissimi e pericolosi nella sostanza che, peraltro, crediamo ledano pesantemente anche l’immagine di chi pratica l’attività venatoria nel rispetto delle norme e dell’equilibrio ambientale».

«Non è stato possibile rilevare le immagini dell’episodio perché la videosorveglianza, estesa nei punti nevralgici delle attività di Scapigliato, ad oggi non copre ancora quell’area. Tuttavia – continuano da Scapigliato – è stata rilevata nelle prime ore della mattina la presenza ed il passaggio di un’auto e sono stati uditi alcuni spari dal nostro personale di sorveglianza, elementi per i quali sono in corso accertamenti. L’azienda, oltre ad aver attivato le necessarie denunce alle autorità preposte, e allertato la Polizia Provinciale che intensificherà controlli puntuali, fa appello anche alle associazioni venatorie del territorio, con alcune delle quali nei mesi passati sono stati intrattenuti rapporti per possibili collaborazioni, perché sia maggiormente diffusa una cultura della legalità e affinché episodi del genere non abbiano a ripetersi».