Appello affinché si provveda al recupero della Fornace Penna, nota come la “mannara di Montalbano”

Se butti male finisce in mare. Il bilancio del progetto di Legambiente e Corepla con le scuole siciliane

Su 12 spiagge monitorate trovata una media di 787 rifiuti ogni 100 metri di arenili. Nella top ten dei rifiuti: pezzi di plastica, materiali da costruzione e cotton fioc

[4 maggio 2018]

Il problema dei rifiuti spiaggiati riguarda anche molti lidi siciliani. A confermarlo sono i dati finali di “Se butti male…finisce in mare”, il progetto educativo di Legambiente e Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica (Corepla) che negli ultimi mesi ha coinvolto e visto impegnati 2,000 studenti, 800 dei quali affiancati dai volontari di Legambiente, in attività didattiche e monitoraggi scientifici in spiaggia.

Legambiente e Corepla sottolineano che «Su 12 arenili monitorati – tra Catania, Palermo, Agrigento, Scicli, Taormina, Bagheria, Modica, Calatabiano e Barcellona – è stata trovata una media di 787 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia su una superficie totale di 49.550 metri quadri. La plastica si conferma il materiale più trovato (il 65% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (16%) e da oggetti di metallo (6%). Per quanto riguarda gli oggetti più ritrovati: al primo posto ci sono pezzi di plastica con dimensioni inferiori a 50 cm (13,9%), seguiti da materiale da costruzione (13,7%) come mattoni, mattonelle, calcinacci, materiale isolante, e poi cotton fioc (12,9%), bottiglie e contenitore (9,7%), tappi (6,7%), altri oggetti in vetro e ceramica (6,0%), mozziconi di sigaretta (4,3%), stoviglie usa e getta (3,7%). In particolare il 95% dei cotton fioc (rifiuti derivanti da WC, dove spesso vengono gettati, e dalla mancata depurazione) e il 92% dei materiali da costruzione recuperati da Legambiente, durante il monitoraggio beach litter, sono stati trovati sulla spiaggia Romagnolo di Palermo».

Gli ambientalisti evidenziano  che »La cattiva gestione dei rifiuti urbani a monte, l’abbandono consapevole e la maladepurazione sono la causa principale dei rifiuti spiaggiati. Per questo è importante incrementare le campagne di sensibilizzazione e informazione coinvolgendo anche le scuole e gli studenti, approfondendo con loro il tema del marine litter e far conoscere le soluzioni che passano anche dalla prevenzione dei rifiuti in mare e in spiaggia, dalla raccolta differenziata e dal riciclo».

E il progetto “Se butti male…finisce in mare” è stato pensato proprio con questo spirito e ha visto la partecipazione di 41 classi, tutorate dagli educatori/trici di Legambiente, a cui si sono aggiunte altre 60 classi siciliane per un totale di 2.000 ragazzi coinvolti.

Oggi c’è stato l’appuntamento finale el progetto a Scicli (RG) con la pulizia straordinaria della spiaggia di Sampieri, raccontata questa mattina dalle telecamere di Fuori TG, in diretta su Rai 3, e alla quale hanno partecipato il circolo di Legambiente Kiafura di Scicli e alla scuola Elio Vittorini con gli alunni di plessi di Sampieri, Cava d’Aliga e Donnalucata, che sono stati impegnati nel monitoraggio beach litter insieme ai volontari.

Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che era presente alla giornata finale di pulizia, ha ricordato che «Il Mediterraneo è secondo l’Onu tra le sei aree globali di maggiore criticità per il marine litter. Per contrastare l’inquinamento in mare, che causa gravi danni all’ambiente, alla biodiversità marina ma anche all’economia e al turismo, è fondamentale continuare la strada intrapresa fino ad ora con politiche e azioni sempre più concrete, come ha fatto in questi anni l’Italia che è stata in grado di giocare un ruolo da apripista, e promuovere la diffusione dell’economia circolare che nella Penisola ha trovato un terreno fertile. Allo stesso tempo, però, è fondamentale incentivare politiche di prevenzione ed incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, amministrazioni e soprattutto alle giovani generazioni, anche attraverso progetti di educazione ambientale come quello che abbiamo realizzato insieme a Corepla “Se butti male…finisce in mare”».

Il presidente del Consorzio Corepla, Antonello Ciotti, anche lui presente all’inizativa di chiusura, ha sottolineato che «La nuova contemporaneità della plastica  è racchiusa nel tema del riciclo, fondamentale per la qualità della vita di noi tutti e per la creazione di nuove economie per il Paese. La plastica è un materiale intelligente che va gestito in modo intelligente. E l’educazione scolastica ha un ruolo importantissimo nella formazione di futuri cittadini attenti alla tutela dell’ambiente e del mare. La collaborazione con Legambiente ci vede impegnati proprio su questo obiettivo”. Prosegue Ciotti: “il Consorzio Corepla da anni collabora con le scuole di tutta Italia avviando progetti didattici sul tema del riciclo degli imballaggi in plastica. Qualche numero: ad oggi sono 15 mila i bambini delle scuole primarie che hanno partecipato all’iniziativa didattica “Casa Corepla” e 60.000 gli alunni delle secondarie che hanno partecipato al “Corepla school contest” ai quali vanno ad aggiungersi gli 11 mila kit didattici inviati dal Consorzio alle scuole che ne hanno fatto richiesta. Numeri importanti che intendiamo far crescere anno dopo anno per creare cittadini sempre più consapevoli. La Sicilia vede nel 2017 un aumento della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica del 50% (24 mila ton nel 2016, 38 mila ton nel 2017 con un procapite che passa dal 4 al 7,5 kg/ab/anno. La media nazionale è di 17,7 kg/ ab/ anno). Il lavoro da fare è ancora molto, ma sono sicuro che l’impegno di tutti noi porterà risultati importanti».

Per finire, nell’ambito della campagna siciliana Salvalarte, oggi dalla spiaggia di Sampieri Legambiente, ha lanciato nuovamente un appello affinché »si provveda al recupero della Fornace Penna, nota al pubblico come la “mannara di Montalbano”, bene vincolato e che purtroppo versa in un grave stato di degrado. La fabbrica di laterizi, situata sulla spiaggia di Sampieri, è infatti a rischio crollo».

Nel 2017 Legambiente aveva scritto al ministro dei beni culturali Dario Franceschini, per chiedere un urgente e definitivo recupero della Fornace e ora annuncia che «E’ notizia di questi ultimi giorni lo stanziamento nella finanziaria della Regione Sicilia di 500mila euro finalizzati all’acquisto della Fornace dagli attuali proprietari. Un segnale iniziale importante, ma assolutamente non sufficiente al recupero del bene vincolato. Per questo Legambiente continuerà a fare pressing sulle istituzioni regionali, perché si aggiungano altre risorse necessarie alla messa in sicurezza e al restauro della struttura, nel più breve tempo possibile visti i crolli continui».