Capodoglio spiaggiato al Calambrone, nello stomaco flaconi di plastica, ami e reti da giardino

La relazione Arpat in seguito ai lavori di rimozione della carcassa, conclusi ieri sera

[2 agosto 2016]

capodoglio spiaggiato calambrone

Si è spiaggiata ieri pomeriggio davanti agli stabilimenti balneari del Calambrone la carcassa di un capodoglio che da una settimana vagava al largo della costa toscana, già segnalata ripetutamente dai pescatori e  monitorata dalla Capitaneria di Porto. Toccata la terraferma, così come prevede la normativa, si è provveduto già in serata alla rimozione della carcassa – un maschio adulto di quasi 13 m di lunghezza, svariate le tonnellate –, rimozione avvenuta a cura di una ditta specializzata di Livorno (ora la carcassa è diretta a smaltimento) e grazie all’importante supporto della Protezione civile, che ha messo a disposizione anche sistemi di illuminazione di emergenza.

Oltre al tempestivo intervento di tutte le istituzioni coinvolte (il Comune di Pisa e la sua Protezione Civile, la Capitaneria di Porto con l’Ufficio Locale Marittimo di Marina di Pisa, la USL), è stato necessario l’intervento dei tecnici di ARPAT e dell’Istituto Zooprofilattico Toscana Lazio-sezione di Pisa che hanno svolto campionamenti ed accertamenti per indagare le eventuali cause di morte e comunque per approfondire alcuni aspetti biologici.

È la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale a sottolineare la «presenza nello stomaco di notevoli quantità di plastica, soprattutto di oggetti voluminosi di plastica dura come flaconi, imbuto, pezzi di rete da giardino, ma anche un grosso ammasso di lenza con numerosi ami. Nonostante tutto ciò è stata rilevata anche la presenza di tantissimi becchi di cefalopodi (tipo calamari o totani), anche di grandi dimensioni, segno questo che il capodoglio è riuscito ad alimentarsi fino al momento della propria morte».

Non è il primo caso di cetaceo spiaggiato sulle coste toscane. L’anno scorso furono 21, mentre nei primi sei mesi del 2016 è stato documentato lo spiaggiamento di 3 delfinidi, altrettanti tursiopi e 8 stenelle. Questo esemplare di capodoglio è però il primo grosso cetaceo – secondo solo alla balenottera comune tra quelli che vivono nei nostri mari – registrato per il 2016.